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Il legame di Bibbiena con i Domenicani

La prima foresteria dei pellegrini venne eretta all’inizio del Quattrocento quando nacque l’Opera di Santa Maria del Sasso. Nel 1468 la guida dell’oratorio venne concessa ai Padri Domenicani del convento fiorentino di San Marco che dettero il via all’ampliamento del complesso. La consacrazione religiosa della struttura avvenne il 25 agosto 1507 ad opera del Vescovo Cosimo de’ Pazzi. L’ospizio venne elevato a convento durante il Capitolo generale da Gerolamo Savonarola. «L’idea di Savonarona – spiega il Provinciale, Padre Daniele – era di creare conventi di appoggio in modo che i frati impegnati nella predicazione avessero un luogo dove fermarsi». A Santa Maria del Sasso ci sono anche le monache domenicane. «Nella Francia del Sud San Domenico maturò la convinzione di fondare un ordine di frati predicatori. Ma prima di pensare ai frati, Domenico desiderò fondare un monastero femminile perché la preghiera delle monache sostenesse la predicazione dei frati». Il santuario appartiene alla Provincia Romana di Santa Caterina da Siena. E padre Daniele sta compiendo la sua visita canonica. «La Provincia attuale abbraccia l’Abruzzo, il Lazio, la Sardegna e la Toscana dove c’è il maggior numero di conventi. Sono quattordici case e conventi e quattro monasteri che dipendono dal Provinciale». Il Provinciale ripercorre il carisma della famiglia domenica. «I due punti fermi dell’ordine sono da una parte la contemplazione e lo studio e dall’altra la predicazione. Ancora oggi resta molto importante sia l’aspetto formativo, sia l’annuncio che avviene attraverso la predicazione, la pubblicazione di libri, l’insegnamento e i mezzi di comunicazione. L’annuncio del Vangelo è sempre un pane che dobbiamo spezzare anche per l’uomo di oggi».Massimo Rossi