Chi si aspettava che l’approvazione del piano interprovinciale dei rifiuti mettese la parola fine all’aspro dibattito legato all’ipotesi di raddoppio dell’inceneritore di San Zeno è rimasto deluso. A pochi giorni dal varo del nuovo Piano per le province di Grosseto, Siena e Arezzo infatti una schiera di associazioni ambientaliste e comitati insieme ai Verdi, Rifondazione e CGIL di Arezzo sono tornate alla carica sostenendo che di fatto si sta andando verso un raddoppio mascherato da ammodernamento dell’impianto. Tutto ruota attorno alle stime sulla produzione futura di rifiuti, previsioni che secondo i contrari al Piano, basandosi sui dati del 2010 quando gli effetti della crisi non si erano ancora manifestati nella loro profondità, arriva a proiezioni esagerate e che non tengono conto di appropriate politiche di riduzione dei rifiuti stessi. In soldoni le 55mila tonnellate annue che l’impianto di san Zeno dovrebbe incenerire sono troppe. Senza contare che in un’ottica di area Vasta, l’inceneritore di Poggi Bonsi in provincia di Siena, è sottoutilizzato. Accuse che hanno mandato su tutte le furie l’assessore provinciale all’ambiente che parla di una lettura fuorviante del Piano interprovinciale dei rifiuti.Servizio di Luca PrimaveraTSD Notizie del 21 febbraio 2014