TSD Arezzo

Si ferma la trattativa tra Popolare di Vicenza e Banca Etruria

La banca Popolare di Vicenza non è più interessata a proseguire la trattativa di aggregazione con Banca Etruria. La decisione è stata presa nel Consiglio di Amministrazione dell’Istituto vicentino che prendeva in esame la risposta data dalla banca aretina dell’11 giugno scorso. “Eventuali altre ipotesi o proposte diverse dalla ormai decaduta Offerta Vincolante formulata dalla Popolare di Vicenza il 28 maggio scorso, non possono essere prese in considerazione in quanto non rispondenti alla strategia dell’Istituto vicentino stesso”. Queste le stringate parole della nota diffusa dopo la chiusura di piazza Affari e che di fatto ritiene non convenienti i paletti fissati da Banca Etruria, ovvero la tutela dei posti di lavoro, del marchio e della natura di istituto di credito cooperativo. Un atteggiamento in linea con quanto sempre sostenuto ovvero che l’Offerta pubblica di acquisto su Banca Etruria, si sarebbe concretizzata esclusivamente se il Consiglio di Amministrazione dell’istituto aretino avesse espresso, una preliminare valutazione positiva.

Un sospiro di sollievo per tutti coloro che erano scesi in campo per difendere l’aretinità di Banca Etruria, dalle istituzioni locali alle categorie economiche, anche se adesso è difficile capire cosa succederà. La Banca d’Italia ha chiesto che si proceda all’aggregazione con un istituto di elevato standing in tempi brevi. Da notare però che allo stato attuale l’unica realtà ad aver mostrato interesse all’aggregazione con la banca aretina infatti, era stata la banca popolare dell’Emilia Romagna, un partner non disdegnato ad Arezzo, ma che si era ritirato con l’avanzare delle trattative e che erano sfociate poi nel canale privilegiato Banca Etruria-Popolare di Vicenza. Servizio di Luca PrimaveraTSD Notizie del 17 giugno 2014