TSD Arezzo
Rete di solidarietà per la famiglia del bambino morto ad Arezzo
Mentre si aspettano i risultati dell’autopsia sul corpo del piccolo Adam Banelli, morto nella notte tra il 5 e il 6 gennaio all’interno di un furgone utilizzato dai genitori per la vendita di panini e bibite in zona San Marco, per sospetta intossicazione da monossido di carbonio, è partita in tutto il territorio aretino una rete di solidarietà verso la famiglia e chi è costretto a lavorare in condizioni di particolare disagio. Al cordoglio della comunità di Palazzo del Pero dove vivono i genitori, il fratellino e la nonna del bambino, si uniscono le numerose iniziative spontanee che stanno nascendo sui social network e quelle delle associazioni locali. La Croce Bianca di Rigutino e quella di Arezzo si sono offerte di provvedere alle spese per il funerale del bambino. Su alcune pagine Facebook invece, è nata l’idea di realizzare una raccolta fondi ed è stato creato un gruppo con lo scopo di fornire sostegno ed assistenza a tutte le famiglie che, per ragioni di lavoro, non possono lasciare i propri figli soli a casa. Sulla causa della morte del piccolo deve essere ancora fatta luce e per il momento si parla solo di ipotesi. A provocare il decesso potrebbe essere stato il fumo uscito da una stufetta difettosa accesa all’interno del furgone per riscaldare il bambino dal gelo della notte. A guidare le indagini è il pubblico ministero Elisabetta Iannelli, che ha disposto l’esecuzione dell’autopsia sul corpo del bambino proprio per fare chiarezza sulle cause della sua morte. Una vicenda che porta i riflettori sulle condizioni di lavoro estremamente difficili che devono affrontare alcune famiglie per procurarsi da vivere.
TSD Notizie del 7 gennaio 2015
