Lo scandalo di Banca Etruria prima e la morte di Licio Gelli poi.Arezzo in questi giorni ha mostrato all’Italia intera un volto ben lontano da quello di Paesone di provincia, fatto di benessere e gente per bene.L’immagine da cartolina ritratta da Benigni nella Vita è bella, si è come d’improvviso incrinata, facendo emergere un’altra storia.Una Città di loschi affari alle spalle di ignari cittadini, una Città di piccoli grandi cricche e Logge di varia natura. Una Città dal passato ingombrante, con cui è tremendamente difficile fare i conti.Sono bastati pochi giorni per mettere a nudo tutte le contraddizioni di Arezzo. E’ bastato il caso di una Banca che tutti chiamavano con orgoglio “del territorio” e un territorio che d’improvviso si è sentito tradito, lasciando tanti punti interrogativi sul futuro.È bastata la morte di una figura inquietante come Gelli, il cui nome è riecheggiato spesso nei momenti più bui della storia repubblicana.Una storia in cui Arezzo si è d’improvviso riconosciuta, provando un profondo imbarazzo; l’imbarazzo di chi non è ancora in grado di fare i conti con gli errori del passato, di prenderne le distanze.Arezzo mai come in questi giorni ha dimostrato il suo volto più nascosto, ha mostrato il suo essere piccola Città di Provincia piegata dagli interessi di pochi.