TSD Arezzo
Estra in Nuove Acque? La proposta divide la politica
Sono passati quasi sette anni da quando il 95% degli aretini si espresse a favore della pubblicizzazione dell’acqua. Da allora, come nel resto d’Italia, ben poco è cambiato, ma il tema torna periodicamente al centro del dibattito politico. A scatenare la polemica tra le forze aretine è stata l’ipotesi avanzata dal sindaco Ghinelli di un ingresso di Estra nella compagine societaria di Nuove Acque Spa, a seguito della richiesta da parte dell’ente di un rinnovo di tre anni nella gestione del servizio idrico. Tutti più o meno d’accordo sull’alt alla proroga, ma non pochi sono i dubbi sul ruolo della multiutility. “Avendo un profilo necessariamente orientato alle logiche di mercato e procedendo verso la quotazione in borsa” l’ingresso di Estra “andrebbe in direzione opposta” alla ripublicizzazione, sottolineano Acli e Arci, ricordando quanto “sia limitato il peso attuale del Comune di Arezzo all’interno” dell’Spa guidata da Francesco Macrì.
Sulla stessa linea anche il Movimento 5 Stelle, che attraverso il portavoce Massimo Ricci auspica un Consiglio comunale aperto ai soggetti coinvolti, come il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo e il grillino Giacomo Giannarelli, primo firmatario della proposta di legge regionale sul servizio idrico integrato del 2011.
I pentastellati “siano più presenti in consiglio comunale e smettano di dare sterili lezioni politiche”, replica il capogruppo di Forza Italia Jacopo Apa, uno dei primi a fare fronte comune con Ghinelli, anticipando il sostegno in aula a un “cambio di passo necessario” e auspicando “un confronto preliminare ed aperto con tutti i Sindaci dell’Ato 4”.
Pollice alzato anche da Fratelli d’Italia: l’ingresso di Estra “garantirebbe il rispetto della volontà dei cittadini e confermerebbe la capacità del centro destra di mantenere gli impegni”, commenta il presidente provinciale Francesco Lucacci.
Sulla questione si attende la posizione del centro-sinistra aretino.
