Toscana

COSTA D’AVORIO, SALE BILANCIO CARNEFICINA, MODIFICATA BOZZA ONU

Mentre saliva a una dozzina, secondo fonti ospedaliere, il numero delle persone uccise ieri dai francesi al centro di Abidjan, e i feriti passavano da un centinaio a 300, la stampa ivoriana aggiungeva qualche particolare sull’incontro svoltosi ieri tra il rappresentante dell’Unione Africana e il presidente ivoriano. «Sono felice di constatare i costanti progressi realizzati dal presidente Gbagbo e dal suo governo nell’attuazione degli accordi di Marcoussis e di Accra III» : sono le parole con cui il presidente sudafricano Thabo Mbeki, in qualità di inviato speciale dell’Unione Africana, si è rivolto alla stampa locale. Barthélemy Kouamé sul quotidiano ‘Fraternité Matin’ ricorda che l’incontro si era svolto ieri ad Abidjan, nella residenza presidenziale che si trova a meno di un chilometro dal luogo in cui si è stata compiuta la nuova carneficina. Mbeki era ripartito per l’aeroporto subito prima. “Felice e ottimista – si era detto Mbeki – nel constatare “i progressi su tutti i punti“ contenuti nell’accordo firmato in Francia nel gennaio 2003 e nell’ultimo ad Accra concluso quest’anno. “Da qui in avanti – aveva aggiunto poi Mbeki parlando con i giornalisti – è mia responsabilità rendere conto fedelmente di tutti gli argomenti discussi con il presidente Gbagbo sia al presidente sia alla commissione dell’Unione Africana che presto, a quanto lo stesso Mbeki ha anticipato ai giornalisti, si pronuncerà sulla crisi e sulle “prossime tappe da affrontare”.

Per quanto oltremodo misurate e precedenti i nuovi fatti di sangue, le parole di Mbeki non sono apparse esattamente in sintonia con l’atteggiamento di gran parte delle sedi istituzionali internazionali nè dei più grandi mezzi d’informazione. Da New York giungeva intanto notizia che la bozza di risoluzione francese per misura contro la Costa d’Avorio era stata modificata dilazionando nel tempo le eventuali misure restrittive – embargo su armi, sequestro di beni e limitazioni di libertà personali – e assoggettandole a condizioni. La risoluzione potrebbe essere discussa e votata oggi; non si sa se la posizione di Pechino, già molto critica per la prima versione, sia in qualche modo mutata. (Misna)