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MEDIO ORIENTE, MANO TESA DI ABU MAZEN A ISRAELE, FORSE PRESTO INCONTRO CON SHARON

Trattative sarebbero in corso per organizzare un incontro tra il neo-eletto presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) e il primo ministro israeliano Ariel Sharon, dopo che ieri – nel giorno in cui è stato proclamato ufficialmente vincitore delle elezioni – il successore di Arafat ha dichiarato di voler “stendere la mano ai nostri vicini”. Lo scrive oggi il quotidiano israeliano ‘Haaretz’ riportando le parole di Mazen: “Siamo pronti per la pace, una pace basata sulla giustizia. Speriamo che la loro risposta (israeliana) sia positiva”, esortando a una ripresa dei colloqui di pace previsti dalla cosiddetta ‘road map’, il tracciato di pace definito da Onu, Unione Europea, Russia e Stati Uniti da tempo ampiamente disatteso. Secondo il giornale israeliano, il consigliere del primo ministro dello Stato ebraico Dov Weisglass aveva avviato contatti con il responsabile palestinese delle Finanze, Salam Fayyad già due settimane fa, anche se non vi sono ancora risultati concreti su un possibile incontro tra i due leader. Stamani lo stesso Sharon ha dichiarato che presto “avrà luogo un incontro con il presidente palestinese Abu Mazen allo scopo di discutere diversi argomenti che abbiamo sul tavolo, fra cui considerazioni di sicurezza e le attività dei palestinesi necessarie a mettere fine al terrorismo”.

Ieri, intanto, la Knesset – il Parlamento di Gerusalemme – ha approvato di misura il nuovo governo israeliano, con l’ingresso dei laburisti nell’esecutivo (sette dicasteri) e la nomina del loro capo Shimon Peres a viceprimo ministro. “Israele farà tutto il possibile per aiutare i palestinesi a stabilire un governo democratico, in modo che possiamo vivere in pace come due democrazie fianco a fianco” ha detto Peres in una telefonata ad Abu Mazen. Il segretario generale dell’Onu Kofi Annan ha definito le elezioni presidenziali palestinesi “un passo storico nella transizione democratica dei territori occupati”, sottolineando l’atmosfera “competitiva ma pacifica” nella quale si è svolto il voto di domenica. Secondo diversi osservatori, una delle principali incognite per il nuovo presidente palestinesi sarà il rapporto con i movimenti integralisti: ieri esponenti di Hamas si erano dichiarati pronti al dialogo, affermando tuttavia di non voler rinunciare per ora alla resistenza armata contro Israele. Misna