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SUDAN, DARFUR: IN AUMENTO NUMERO SFOLLATI, TRA ALCUNI MESI POTREBBERO ESSERE 3 MILIONI

Continua a crescere il numero di sfollati interni e profughi causati dalla grave crisi politica e militare in corso da oltre due anni in Darfur, la regione occidentale sudanese teatro di scontri e violenze. Al termine dell’incontro tra i coordinatori umanitari delle aree di crisi tenutosi ieri a Ginevra, il massimo responsabile dell’Onu per le questioni umanitarie, Jan Egeland, ha fatto sapere che entro la fine dell’anno il numero di sfollati sudanesi del Darfur potrebbe superare i 3 milioni di persone. Una tendenza, quella della crescita, legata al fatto che le violenze contro i civili proseguono indisturbate in varie zone della regione. Egeland ha chiesto quindi all’Unione Africana di inviare rinforzi alla missione di osservatori già dispiegata in Darfur, la cui sola presenza si è dimostrata finora un deterrente efficace contro attacchi e violenze.

Intanto l’avanguardia della Missione delle Nazioni Unite in Sudan (Unamis) ha segnalato la comparsa di almeno 37 casi di morbillo in alcuni campi per sfollati del Darfur occidentale e altri 8 nelle strutture d’accoglienza del Darfur meridionale. Nelle due città che hanno riportato il maggior numero di casi (Kanderni e Kass) è stata avviata una campagna di vaccinazione che interessa tutti i bambini compresi tra i sei mesi e i 14 anni d’età. Cominciata nel febbraio del 2003 – quando due gruppi di autodifesa popolare si sollevarono formalmente in armi contro il governo di Khartoum accusato di trascurare la regione e di appoggiare milizie di predoni arabi (Janjaweed) che da anni sconvolgono la zona nel tentativo di appropriarsi di terre e pascoli – la crisi del Darfur ha provocato finora un numero imprecisato di vittime (alcune decine di migliaia per le Nazioni Unite, ‘solo’ 5.000 secondo il governo sudanese) e circa due milioni di sfollati, inclusi 200.000 profughi nel confinante Ciad.Misna