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MEDIO ORIENTE, MINISTRO SI DIMETTE PER PROTESTA CONTRO RITIRO DA GAZA, SCONTRI A TULKAREM

Il ministro israeliano per le relazioni con la diaspora Nathan Sharansky si è dimesso stamani per protestare contro il ritiro parziale e unilaterale dalla Striscia di Gaza voluta dal premier Ariel Sharon, che dovrebbe iniziare nei prossimi mesi. Sharansky, considerato uno dei ‘falchi’ della destra israeliana, ha rimesso il mandato durante il consiglio dei ministri di oggi, esprimendo totale contrarietà al piano che prevede l’evacuazione di circa 8.000 coloni ebrei da Gaza e che sta procurando serie problemi politici interni a Sharon. Per Sharansky – già imprigionato per spionaggio in Unione Sovietica, poi capo del partito ‘Israel be Aliya, che si è unito al ‘Likud’ di Sharon – il ritiro “indebolisce la possibilità di stabilire una società palestinese libera”. La notte scorsa, intanto, si è registrato un incidente che ha provocato la morte di un palestinese e di un soldato israeliano, in uno scontro a fuoco a est del villaggio di Seideh (Cisgiordania), non lontano da Tulkarem. Secondo fonti militari israeliane, l’ucciso è Shafik Abdel Ghani, un dirigente locale della ‘Jihad islamica’ era evaso giorni fa da un carcere palestinese a Tulkarem – dove era recluso perché sospettato di aver progettato due mesi fa un attentato terroristico a Tel Aviv. Seideh è uno dei villaggi che l’Autorità nazionale palestinese (Anp) aveva chiesto di includere nell’area passata a marzo sotto controllo delle proprie forze di sicurezza, ma Israele aveva rifiutato affermando che vi si nascondono molti militanti, inclusi i responsabili dell’attentato in una discoteca di Tel Aviv, che mesi fa aveva provocato la morte di cinque israeliani. Misna