Toscana

KENIA, OMICIDIO VICARIO APOSTOLICO: FORSE MOTIVO È SCUOLA CONTESA, ANNUNCIATI 2 FERMI

Due persone – secondo fonti di agenzia internazionale – sarebbero state fermate e interrogate dalla polizia per l’omicidio del missionario italiano Luigi Locati, vicario apostolico di Isiolo, ucciso ieri sera nel nord del Kenya. “Non abbiamo conferme” ha detto alla MISNA don Giuseppe Susa, vicario generale di Isiolo, circa 250 chilometri a nord di Nairobi. Stando a fonti della polizia locale sarebbero state anche trovate delle munizioni. Intanto si indaga a tutto campo sui motivi dell’assassinio dell’ italiano, che avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 23 luglio: la sua morte ha lasciato sgomenta la comunità locale e quella religiosa dell’intero Kenya, dove monsignor Locati era arrivato oltre 40 anni fa. Mercoledì si terrà una cerimonia funebre alla presenza di tutti i 26 vescovi del Paese africano e del nunzio apostolico, anche se non è ancora stata presa una decisione sul luogo dove verrà tumulata la salma del missionario. Fonti di polizia citate dalla stampa keniana sostengono che monsignor Locati sia rimasto vittima di un’aggressione a scopo di rapina. “Tenderei ad escludere questa ipotesi – dice ancora alla MISNA il vicario generale di Isiolo.

“Non abbiamo elementi certi, ma questo tragico episodio, che nessuno qui sa spiegarsi, potrebbe essere collegato all’ostilità di alcuni gruppi in particolare per la gestione di una scuola”. Si tratterebbe della ‘Macci School’ di Merti, circa 200 chilometri a est di Isiolo, (macci in lingua locale significa ‘felicità’) venne costruita da monsignor Locati negli anni Settanta con il sostegno dell’arcidiocesi di Vercelli, della quale era originario.

“In questa regione arida e molto povera, la chiesa ha un compito soprattutto sociale, nel campo sanitario e dell’educazione” spiega don Susa, anch’egli presente da molti anni in Kenya. “L’istituto secondario di Merti era da tempo fonte di problemi: la nostra diocesi lo voleva aperto a tutti gli studenti, mentre la comunità dei Borana, in prevalenza musulmani, non apprezzava la presenza a scuola di altre comunità, come i Turkana”. I contrasti però, aggiunge il vicario generale di Isiolo, “non si erano mai trasformati in aperte minacce: erano semplicemente punti di vista diversi, che ognuno difendeva. Ecco perché la sua morte ha sorpreso tutti”. Misna