Toscana

ISLAMICI IN TOSCANA, INCONTRO IN REGIONE PER FAVORIRE PERCORSI DI INTEGRAZIONE

Un percorso di formazione delle forze di polizia che, promosso dalla Regione Toscana sulle politiche preventive di sicurezza, possa facilitare le relazioni con le comunità islamiche e assicurare una migliore comprensione e una reciproca fiducia; lo studio di tutte le condizioni in grado di garantire l’accesso a servizi pubblici di cui finora è stato possibile beneficiare solo in misura limitata; e, in questo contesto, l’utilizzo dell’esperienza maturata dalla Regione Toscana nel campo dell’informatica e della telematica per avvicinare uomini, donne e bambini musulmani alla pubblica amministrazione, con possibili importanti ricadute anche sul problema delle estenuanti code per i permessi di soggiorno.

Sono solo alcune delle idee concrete emerse nell’incontro che il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli ha promosso a Palazzo Bastogi con una rappresentanza del mondo islamico toscano, guidata dall’Imam e presidente della comunità fiorentina Elzir Izzedin. Un incontro che ha acquistato un significato immediatamente operativo, in considerazione anche di alcune delle deleghe di governo del vicepresidente Gelli, competente in materia di politiche di sicurezza, di semplificazione amministrativa, di sistemi informativi e reti tecnologiche. “Il punto di partenza – spiega Gelli – è stata ovviamente la condanna di ogni terrorismo, ma anche la volontà di manifestare solidarietà a una comunità che in Toscana conta ben 100 mila persone e che non può essere confusa con alcuni criminali, nonché l’apprezzamento per la proposta di costruzione della moschea fiorentina Però siamo andati ben oltre, individuando un insieme di idee concrete su cui i nostri uffici potranno lavorare, nella consapevolezza che il dialogo è la migliore arma contro la violenza e che la sicurezza di tutti si garantisce anche attraverso i diritti di cittadinanza”.

Per il presidente Elzir Izzedin l’incontro a Palazzo Bastogi è stata l’occasione per illustrare la storia di una comunità islamica che, nata nel 1991, è stata in grado di contrastare ogni tentazione estremistica e che recentemente ha rinnovato i suoi organi direttivi con un voto democratico (che ha portato in consiglio 4 donne su 21 membri, con la stessa vicepresidenza della comunità affidata a una donna). “Dopo l’11 settembre – ha spiegato – il ruolo della Regione Toscana è stato particolarmente importante per la nostra comunità e apprezzato anche a livello nazionale e europeo, con la consapevolezza che sono relazioni come queste che ci possono consentire un pieno riconoscimento come europei di fede islamica, italiani di fede islamica e toscani di fede islamica”.

Dal presidente della comunità islamica è stata inoltre sottolineata l’esigenza di estendere sul territorio regionale esperienze di collaborazione e integrazione quale quelle fissate da un’intesa con gli ospedali di Careggi e del Meyer. E’ stata inoltre manifestato tutto il disagio della comunità per le lunghe attese agli sportelli per i permessi di soggiorno: problema, quest’ultimo, per il quale la Regione non ha una competenza diretta, ma rispetto al quale è stata formulata un’ipotesi di lavoro che il vicepresidente Gelli si è impegnato ad avanzare ai prefetti toscani: “Con loro valuteremo la possibilità di sviluppo di sistemi di gestione informatica che consentano di decongestionare le file, per lo meno riducendo la necessità di presentarsi materialmente agli sportelli per un bisogno di informazioni. Allo stesso modo siamo pronti a mettere a disposizione la rete telematica regionale per altri servizi a beneficio della comunità musulmana. Penso ad esempio alla possibilità di mettere a disposizione in questo modo materiale che possa essere utilizzato nelle scuole frequentate da bambini musulmani”. (cs-pc)

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