Toscana
PENDOLARE AMICO: I CONTROLLI SBUGIARDANO TRENITALIA
Sono bastati due soli mesi di controlli per sbugiardare Trenitalia e tutte le percentuali su ritardi e disservizi che l’azienda si ostina a comunicare senza che queste abbiano il minimo contatto con la realtà. Come potremo fidarci dei dati percentuali che l’azienda fornirà in merito al potenziale rimborso dell’abbonamento? Questo è il duro commento di Michele Passarelli – portavoce del Movimento per la difesa dei diritti dei pendolari della Toscana promosso da Lega Consumatori Acli Toscana in occasione della presentazione dei dati relativi all’iniziativa Pendolare Amico.
In questi primi due mesi di rilevazioni – da parte dei volontari del Movimento incaricati di raccogliere le lamentele e le proteste di chi viaggia quotidianamente in treno – è stata completamente ribaltata la percentuale di treni in ritardo periodicamente comunicata dall’Azienda. Secondo Trenitalia, infatti, l’86% dei treni pendolari arriva a destinazione entro i 5 minuti rispetto all’orario stabilito; per i volontari dell’iniziativa Pendolare Amico, invece, i dati raccolti mostrano cifre diametralmente opposte.
Sulla Pisa-Firenze tra maggio e giugno, ad esempio, su 67 treni presi in considerazione solo 16, pari al 24% sono arrivati in orario; altri 14, pari al 21% entro i 5 minuti, mentre il restante 55% è arrivato con ritardi superiori ai 5 minuti. Nelle ultime settimane, malgrado il sensibile calo dei passeggeri a causa delle vacanze estive, le cose non vanno certo meglio: si continuano a registrare ritardi con punte fino a 75 minuti, porte non funzionanti e non segnalate, con conseguente corsa per poter scendere dal treno, sovraffollamento e persino allagamenti.
Sotto accusa anche il funzionamento dell’aria condizionata nelle carrozze dei treni dei pendolari. Le verifiche a campione, effettuate tra giugno e luglio dai volontari del Movimento, mostrano che in oltre il 70% delle carrozze viaggianti sulle principali linee ferroviarie, l’aria condizionata non funziona. Scendendo nel dettaglio, sua linea Firenze-Pisa-Livorno – su un totale di 197 carrozze controllate – solo in 61 l’aria condizionata funzionava regolarmente.
Anche peggio la situazione sulla Firenze-Pisa-Spezia: su 89 carrozze visitate dagli amici dei pendolari, in ben 66 il servizio non era attivo. Analogo discorso sulla Firenze-Arezzo e sulla Firenze-Lucca dove ci sono treni che, in pieno pomeriggio, hanno l’aria condizionata che funziona solo su pochissime carrozze, costringendo i pendolari toscani a vere e proprie saune. Infine sulla linea Prato-Chiusi, nei tre giorni analizzati, non funzionava l’89% dei condizionatori. Molte carrozze puntualizza Passarelli – nonostante il mancato funzionamento dell’aria condizionata, sono comunque predisposte per il servizio. Il risultato? Finestrini sigillati e quotidiana caccia al capotreno per farli aprire, nel tentativo di riuscire a respirare un po’ di aria fresca quando il convoglio è in movimento!
Al danno, come spesso accade, si aggiunge anche la beffa: dal primo luglio l’abbonamento ferroviario è aumentato su tutte le tratte toscane, nonostante il blocca degli aumenti chiesto dal Governo. Tali incrementi sono stati giustificati da Trenitalia in virtù di con un accordo precedente preso con la Regione Toscana. Accordo di cui nessuno sembra essere al al corrente e i cui contenuti restano del tutto sconosciuti. Conclude Pino Staffa, Presidente Regionale di Lega Consumatori Acli Toscana: L’accordo sui rimborsi, recentemente siglato tra Regione Toscana e Trenitalia, rappresenta un passo in avanti rispetto al passato. Mi chiedo però: chi andrà a calcolare il fantomatico indice di servizio, o meglio disservizio, sul quale questo rimborso si dovrà basare? La stessa azienda che afferma che l’86% dei treni pendolari è in orario contro il 25% della realtà? La stessa azienda che parla del 90% di aria condizionata funzionante contro il 30% rilevato dai nostri volontari? Più volte ci siamo messi a disposizione con Trenitalia, e con chi ricopre responsabilità politiche regionali, allo scopo di migliorare il servizio offerto. Purtroppo, nessun segnale è pervenuto in questo senso né dall’Azienda, né tantomeno dalla Regione. (cs)