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SUDAN, MORTO VICE PRESIDENTE GARANG; DISORDINI NEL PAESE; SANT’EGIDIO: SI APRE FASE DI GRANDE INCERTEZZA

“Migliaia di persone sono scese in strada nel centro di Khartoum con armi e pietre: c’è una grande confusione e si sentono colpi di arma da fuoco. Non sappiamo se vi sono vittime. Chi può resta barricato in casa, anche perché sembra che ci siano scontri con le forze di sicurezza. Di certo decine di auto sono state bruciate e alcuni negozi assaltati”: lo dice alla MISNA una fonte raggiunta nella capitale sudanese. Appena a Khartoum si è appresa la notizia della morte del vicepresidente John Garang, per oltre vent’anni leader degli indipendentisti del Sud che avevano firmato la pace con il governo dopo 22 anni di guerra, “sono iniziate violente proteste, probabilmente da parte dei profughi del sud Sudan. Sembra che accusino il governo di aver voluto eliminare Garang, ma ovviamente – aggiunge l’interlocutore – è troppo presto per capire che cosa è realmente accaduto e se davvero il vicepresidente sia morto nell’incidente dell’elicottero sul quale viaggiava in una località del sud del paese”.

Secondo alcune agenzie di stampa internazionale vi sarebbero già alcuni morti, almeno nella capitale. Sembra inoltre che tutti i voli interni siano stati sospesi dalle autorità fino a nuovo ordine, mentre si segnalano altri incidenti in diverse città del sud Sudan: Juba (la futura “capitale” del Sud Sudan, che entro 6 anni potrebbe scegliere la propria autonomia con un referendum) Malakal e Renk (entrambe lungo il Nilo, a sud di Khartoum).

Tranquilla, per ora, la situazione a El Obeid, dove fonti della MISNA hanno espresso preoccupazione per il futuro del processo di pace, spiegando che per ora non si segnalano tensioni in città. Secondo informazioni ricevute dalla MISNA a Nairobi, sarebbero in corso disordini nel campo profughi di Kakuma, non lontano da Lokichokio, la base al confine tra Kenya e Sudan utilizzata dalle agenzie umanitarie che hanno garantito assistenza alla popolazione civile sudanese durante gli anni del conflitto. “Siamo anzitutto molto addolorati e dispiaciuti; per noi John Garang era soprattutto un amico”: così dice alla MISNA Mario Giro, responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio, commentando la morte di John Garang, ex capo dell’Esercito di liberazione popolare del Sudan (Spla-m) e da meno di un mese vicepresidente del Paese. “Ci siamo incontrati una decina di volte con lui a partire dagli inizi degli anni Novanta, sia nei periodi migliori sia in quelli più critici del ventennale conflitto, e ci era così affezionato che ha voluto chiamare una delle sue figlie Roma, come la nostra città” ricorda l’esponente del movimento di laici con sede a Trastevere, impegnato a comunicare il Vangelo nel mondo e da tempo coinvolto, tra le molte altre attività, nel processo di pace tra nord e sud Sudan.

“Adesso si apre una fase di grande incertezza – prosegue – ed è ancora presto per capire cosa significherà la scomparsa di Garang per il suo movimento, quando e se sarà nominato un nuovo capo, e soprattutto quale forza avrà rispetto al predecessore”. Mario Giro ammette che il decesso dell’ex capo dello Spla-m, avvenuto dopo che il suo elicottero si sarebbe schiantato ieri contro una catena montuosa del sud Sudan, è un duro colpo al processo di pace, “che portava la sua firma e il suo marchio”, ma ne auspica il proseguimento: “C’è da sperare che chi gli succederà non sarà così folle da abbandonare il percorso lasciando il Paese in una situazione di turbolenza; da parte nostra faremo il possibile perché nessuno riesca ad approfittare della situazione che si è creata”.

Mario Giro si dice inoltre preoccupato per le ripercussioni indirette che la vicenda potrebbe avere sulle trattative per cercare di riportare la pace in Darfur, regione occidentale del Sudan teatro dal febbraio 2003 di scontri e violenze; a fine agosto dovrebbe iniziare una nuova tornata di colloqui sul Darfur, ma il rappresentante di Sant’Egidio sottolinea che, con la morte di Garang, anche quello scenario rischia di cambiare. Misna