Toscana
SRI LANKA, DECRETATO STATO D’EMERGENZA DOPO ATTENTATO MINISTRO ESTERI
Il governo dello Sri Lanka ha dichiarato lo Stato d’emergenza in tutto il Paese, in seguito all’omicidio del ministro degli Esteri Lakshman Kadirgamar. La misura, a tempo indefinito, è stata presa per facilitare le ricerche dei responsabili dell’omicidio fa sapere una nota della presidenza diffusa durante la notte. L’esercito ha già chiesto agli abitanti della capitale Colombo di restare a casa per la giornata di oggi, evitando di intralciare le operazioni di ricerca degli attentatori. Due persone sono state arrestate dalla polizia subito dopo l’attentato, ma non si conoscono particolari a riguardo.
In un messaggio alla Nazione la presidente dello Sri Lanka, Chandrika Kumaratunga, ha lanciato un appello alla calma e ha definito l’omicidio del ministro, uno dei suoi più stretti e stimati collaboratori, un atto di terrore.
Nonostante da subito i principali sospetti del gesto siano ricaduti sui ribelli separatisti Tamil che dal 1983 conducono una guerriglia nel nord e nell’est del Paese, per la quale è in corso dal 2002 un processo di pace entrato in stallo l’anno successivo la presidente cingalese, nel suo messaggio, ha attribuito la responsabilità del gesto a generici nemici politici che si oppongono alla pacifica trasformazione del conflitto e che sono determinati a far deragliare qualsiasi tentativo che porti alla soluzione del conflitto etnico attraverso una soluzione politica negoziata.
Intanto nuovi particolari emergono sull’omicidio: secondo le ricostruzioni riportate oggi dalla stampa locale Kadirgamar sarebbe stato ucciso, nonostante l’impressionante scorta che lo accompagnava, mentre rientrava nella sua abitazione da almeno un paio di tiratori scelti appostati negli edifici circostanti. Misna