Toscana
«MAMMA SEGRETA», DEPLIANT IN SETTE LINGUE PER PREVENIRE IL DRAMMA DELL’ABBANDONO MATERNO IN TOSCANA
Prevenire il dramma dell’abbandono materno garantendo alle donne in difficoltà tutto il sostegno possibile da parte dei servizi territoriali e ospedalieri presenti sul territorio regionale. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del progetto Mamma segreta’, promosso dalla Regione e realizzato in via sperimentale dal Comune, dalla Provincia e dalla Asl di Prato con la collaborazione dell’Istituto degli Innocenti di Firenze. La sperimentazione, iniziata nel 1999, entra adesso nella seconda fase, quella operativa, che punta a coinvolgere tutto il territorio regionale.
A questo scopo sono stati individuati quattro punti del territorio (definiti Aree Vaste) ed è stato affidato ai quattro comuni capofila (Firenze, Prato, Pisa e Siena) il compito di promuovere il progetto, renderlo facilmente visibile e procedere alla informazione e formazione degli operatori che lavorano negli ospedali e nei servizi territoriali.
Sono già pronte 30 mila copie dell’opuscolo informativo (tradotto in inglese, francese, spagnolo, russo, cinese e arabo) realizzato dalla Regione che verrà distribuito in maniera capillare e quindi presso Urp, Associazioni di Volontariato, Centri Immigrati, punti nascita, consultori, Asl, operatori. In fase di realizzazione anche un logo adesivo che servirà per identificare quei luoghi dove qualsiasi donna potrà rivolgersi per avere informazioni ed assistenza.
È ovvio che occorre anzitutto assicurare la tutela delle gestanti e delle madri in gravi difficoltà psico-sociali spiega l’assessore regionale alle politiche sociali Gianni Salvadori. Non sempre, tuttavia, queste azioni sono efficaci. Scopo principale del progetto è dunque cercare in tutti modi di prevenire l’abbandono alla nascita, dato che molto spesso questo può avere conseguenze tragiche. Prima che ciò accada credo sia giusto costruire un percorso di prevenzione degli abbandoni che consenta di affrontare con consapevolezza le possibili decisioni che la donna assumerà e le relative situazioni che ne possono derivare. Forse non tutti sanno, comprese le donne extracomunitarie, che in Italia esiste una legge che garantisce alle donne il diritto di non riconoscere il bambino appena partorito, proteggendone l’anonimato. Le future madri prosegue Salvadori – devono perciò poter contare sull’aiuto offerto da operatori preparati, professionisti in grado di dare sostegno e assistenza.