Toscana

SANTA SEDE A ONU: UN ANNO DA DIMENTICARE SU DISARMO E NON-PROLIFERAZIONE

“È scoraggiante che i principi ed i progressi del disarmo stiano scemando per la riluttanza di alcuni e la mancata volontà di altri ad assumere pubblicamente questo impegno. Il Vaticano riafferma l’importanza del controllo delle armi e del disarmo, che sono i pilastri fondamentali dell’architettura della pace”: lo ha detto l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, arcivescovo Celestino Migliore. In un intervento al Comitato dell’Assemblea generale che si occupa del disarmo, il delegato del Vaticano ha ripercorso gli oggettivi fallimenti della comunità internazionale, che negli ultimi mesi aveva invano sollevato speranze sulla questione del disarmo e della non-proliferazione cercando di includere nel documento finale del recente vertice per il 60° Anniversario dell’Onu l’intento di “proseguire e intensificare i negoziati” al fine di far avanzare il completo disarmo e rafforzare il regime internazionale di non proliferazione. Un riferimento che tuttavia è rimasto fuori dal documento finale; una vera “disgrazia” venne definita dal segretario generale dell’Onu Kofi Annan.

Secondo monsignor Migliore questa esclusione “non è avvenuta per mancanza di interesse della maggior parte dei leader e dei governi”, e anzi molti fra questi hanno mostrato grande preoccupazione per gli aumentati rischi posti dalla proliferazione di armamenti di ogni tipo. “Ma la pressione – ha detto al Palazzo di Vetro – è tale che i legittimi e seri interessi di molti, specialmente dei più vulnerabili ed emarginati, sono spesso messi da parte”. A nome della Santa Sede Migliore ha denunciato che “le armi nucleari stanno divenendo una caratteristica permanente di alcune dottrine militari, e c’è stato un drammatico incremento del 20 per cento nelle spese militari nei due anni passati”.

I dati suffragano la grande preoccupazione espressa dal presule: “La vendita congiunta di armi delle prime 100 industrie produttrici – si legge nel suo documento, reso noto oggi – è cresciuto del 25 per cento in un solo anno”. E ancora: “le armi leggere uccidono almeno mezzo milione di persone l’anno, e le Conferenze delle Nazioni Unite non hanno ancora sortito uno strumento legalmente vincolante” su queste armi. L’intervento dell’Osservatore vaticano all’Onu si conclude con un appello al “dovere” di tutti i membri delle Nazioni Unite “a lavorare sugli aspetti tecnici, legali e politici del controllo delle armi e del disarmo”. Allo stesso modo, è urgente “lavorare a livello locale, nazionale, regionale e globale per sradicare le armi leggere” anche con il contributo della “società civile, che dovrebbe essere riconosciuto dai governi”. Misna