Toscana

NOBEL PER LA PACE ALL’AIEA E AL SUO SEGRETARIO GENERALE EL BARADEI

“Per i loro sforzi nel prevenire che l’energia nucleare venga utilizzata per scopi militari e assicurare che, quando usata per scopi pacifici, lo sia nel modo più sicuro possibile”: questa la motivazione ufficiale che è valsa all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e al suo direttore generale, l’egiziano Mohamed El Baradei, il premio Nobel per la pace 2005. “In un’epoca in cui la minaccia delle armi nucleari è tornata a crescere, il Comitato per il Nobel intende sottolineare che questa minaccia deve essere contrastata con la maggior cooperazione internazionale possibile” prosegue la motivazione ufficiale nella sua versione integrale. Questo principio, si legge ancora nella nota, è stato pienamente espresso dall’Aiea e dal suo direttore che si è dimostrato “impavido difensore” delle nuove misure studiate per rafforzare questo concetto.

“In un’epoca in cui gli sforzi per il disarmo sembrano bloccati e in cui il pericolo che armi nucleari si diffondano sia in nuovi stati che tra gruppi terroristici, la potenza nucleare è tornata a giocare un ruolo crescente nella politica internazionale. Per questo il lavoro dell’Aiea è di incalcolabile valore” prosegue la motivazione ufficiale.

Spiegando infine la propria decisione, il comitato dei Nobel sottolinea come lo stesso fondatore del premio (Alfred Nobel, inventore della dinamite) avesse scritto che tra gli altri criteri il premio per la pace dovesse essere consegnato a chi ha dimostrato maggior impegno “nell’abolizione o nella riduzione delle armi esistenti”. “Applicando questo criterio – conclude la nota del comitato – abbiamo cercato negli ultimi decenni di concentrare la nostra attenzione sulla battaglia per la diminuzione del peso delle armi nucleari nella politica internazionale, nel tentativo di arrivare alla loro abolizione definitiva. Il fatto che il mondo in materia abbia fatto così poco rende l’opposizione attiva alla diffusione di armi nucleari la cosa più importante al mondo”.

Il premio all’Aiea coincide col 60esimo anniversario dell’utilizzo della bomba atomica in Giappone (Hiroshima e Nagasaki) da parte degli Stati Uniti. “Non abbiamo voluto dare nessun calcio negli stinchi a nessun paese” ha assicurato il presidente del Comitato per il Nobel, Ole Danbolt Mjoes rispondendo a chi ricordava come El Baradei avesse ripetutamente sottolineato l’assenza di armi di distruzione di massa in Iraq, prima dell’invasione americana del 2003. Proprio sulla presenza di quelle armi (mai trovate) Washington aveva fondato e giustificato il proprio intervento militare tra il Tigri e l’Efurate. Il Nobel per la pace – consistente in una medaglia d’ oro, un diploma e un assegno, quest’anno, di 10 milioni di corone svedesi (1,1 milioni di euro) – sarà consegnato ai vincitori il 10 dicembre prossimo, anniversario della morte di Alfred Nobel.Misna

Il sito dell’International Atomic Energy Agency (IAEA)