Toscana

IRAQ AL VOTO NELLA PAURA PER REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE

Si sono aperti in orario i 6000 seggi in cui si attendono gli oltre 15 milioni di iracheni chiamati oggi a dare il loro parere sulla costituzione approvata, nonostante divisioni e polemiche, nei mesi scorsi. L’appuntamento referendario di oggi si svolge, come di consueto, in un clima blindato: i militari iracheni e stranieri presidiano gli edifici preposti al voto, trasformati in fortini per l’occasione con la sistemazione di grandi barriere di cemento nel tentativo di scoraggiare eventuali attentatori, in alcune aree è stata proibita la circolazione di automobili, mentre le frontiere sono state chiuse. Ma, nonostante le precauzioni, la tensione e la paura di attacchi terroristici resta.

Questa mattina uomini armati hanno aperto il fuoco contro alcuni seggi a sud di Baghdad, episodi simili erano avvenuti già ieri in tarda serata. Nella notte invece sono stati fatti saltare con l’esplosivo i piloni dell’alta tensione tra Kirkuk e Baiji, lungo la linea elettrica che rifornisce la capitale, rimasta al buio. Stessa sorte è toccata a Bassora, la più importante città del sud dell’Iraq.

Qualora alla domanda “Approvi il progetto di Costituzione dell’ Iraq?”, la maggior parte degli iracheni dirà di ‘si’ la Carta fondamentale sarà ratificata e entro il 15 dicembre si terranno elezioni per un Parlamento con la successiva formazione di un governo che dovrebbe giurare entro il 31 dicembre. In caso di vittoria dei no, invece, il Parlamento attuale si scioglierà ed entro il 15 dicembre si terranno ugualmente elezioni di un nuovo Parlamento temporaneo, che scriverà un nuovo progetto di Costituzione.Misna