Toscana

IRAQ, DATI CONTRADDITTORI SU REFERENDUM PER BOZZA DI COSTITUZIONE

Sembra per il momento indecifrabile – anche a causa delle diverse e contraddittorie dichiarazioni venute dall’interno e dall’esterno dell’Iraq – quel che è davvero accaduto nel referendum sulla bozza di costituzione. Da Washington e da fonti filo-americane sono giunte espressioni per lo più di soddisfazione per le percentuali di partecipazione al voto e curiose anticipazioni sul risultato finale che allo stato dei fatti, se genuino, non dovrebbe essere davvero prevedibile. Secondo Abdel Hussein Hindawi, membro della Commissione elettorale, nelle 18 province l’affluenza alle urne sarebbe stata valutata tra un minimo del 33 % e un massimo del 66% degli aventi diritto , esclusa quella sunnita di al-Anbar di cui non si saprebbe alcunché. Altre fonti hanno invece continuato a ripetere che la media nazionale di affluenza sarebbe pari al 63%. Nella provincia di Qasidiya e nella sua capitale Diwaniya si sarebbe registrata una partecipazione addirittura inferiore al 33%. Un’ alta affluenza al voto in due delle quattro province sunnite viene da alcuni interpretata come un elemento positive anche se è noto che i sanniti sono contrari alla bozza su cui si è votato e potrebbero aver detto “no”; se soltanto tre delle 18 province dovessero esprimere un voto contrario, invece di elezioni per un parlamento definitivo il 15 dicembre prossimo gli iracheni dovrebbero votare per una nuova assemblea costituente e l’intero processo politico voluto dagli americani e dai loro alleati dovrebbe ricominciare ‘ab ovo’. Nel frattempo, inclusi i cinque uccisi a Ramadi, a ovest di Baghdad, mentre sabato era in corso il referendum, si sta avvicinando a 2000 ( 1975 secondo un’agenzia di stampa statunitense) il totale dei militari americani morti in Iraq, da aggiungere a 245 caduti in Afghanistan.Misna