Toscana

IRAQ, DECINE DI MORTI IN 48 ORE, PRIMI PARZIALI SU REFERENDUM COSTITUZIONE

Almeno 23 persone sono morte tra ieri e oggi nelle violenze che si verificano ormai quotidianamente in Iraq. Questa mattina è stato ucciso da armati Mohammed Ali Ni’ma, segretario di un amministratore del quartiere di al-Mansur, nell’ovest della capitale Baghdad. Sempre a Baghdad nelle stesse ore è stato ritrovato il cadavere non ancora identificato di un uomo in un canale, mentre nel quartiere settentrionale di al-Shaab un’auto-bomba è esplosa vicino a una pattuglia della polizia irachena, ferendo cinque persone. Ieri sera 12 operai edili sono rimasti uccisi nelle vicinanze della città di Musayyib, 60 chilometri a sud della capitale, da uomini armati arrivati a bordo di due auto, che hanno poi sequestrato il loro datore di lavoro. Sempre domenica sera è stato preso di mira un posto di blocco dell’esercito iracheno nel quartiere di al-Adil, nell’ovest di Baghdad, uccidendo due persone e ferendone quattro.

Sul fronte del referendum per la nuova costituzione irachena, svoltosi lo scorso 15 ottobre, dai risultati parziali diffusi finora si evince che il ‘no’ avrebbe vinto con oltre i due terzi nelle province sunnite di Salahad-din e Anbar, mentre sarebbe al 55% in un’altra provincia sunnita, quella di Ninive. Il ‘sì’ avrebbe vinto di misura nella sunnita Diyala e, in almeno altre 12 province, a maggioranza curda o sciita, sarebbe stato approvato a larga maggioranza. La carta costituzionale sarà bocciata se a dire ‘no’ saranno stati i due terzi dei votanti in almeno tre delle 18 province irachene. Misna