Toscana
VU’ CUMPRA’ E SIGNORA IN CATTEDRA PER UN GIORNO ALL’UNIVERSITA’ DI FIRENZE
Docenti per giorno, un vù cumprà, da poco diventato ex, e sua moglie, sono saliti in cattedra a Firenze, per un’unica lezione, in apertura del corso di laurea in teoria della comunicazione, chiamati dal professor Luca Toschi, che ne è il responsabile. In cattedra come ‘maestri comunicatori’ nell’ arte di avvicinare e convincere a comprare un accendino, piuttosto che un paio di calzini o un pacco di fazzoletti di carta, il frettoloso passante italiano, ma anche come “sensori: osservatori di strada, attenti e critici, del nostro modo di comportarsi”.
Annunciata da giorni dal professor Toschi, che tuttavia si é detto “meravigliato dell’effetto mediatico”, l’idea di mettere in cattedra due vù cumprà, sicuramente insolita ed in grado di suscitare parimenti interesse e curiosità, si è concretizzata stamani nell’aula tre del complesso San Giuseppe. Tuttavia, forse perché caricata di eccessive aspettative, ha avuto il sapore di un esperimento a metà e non solo perché all’ultimo momento uno dei due senegalesi convocati, Ibou Cisse, ha dato forfait, giustificandosi perché nell’impossibilità di liberarsi per una mattina dal lavoro. A prendere il suo posto è stata la moglie di Matar Diaw, l’altro senegalese convocato, la signora Mariama Fall, che pur non avendo mai fatto il vù cumprà ha il ruolo di segretaria generale nella Alleanza dei senegalesi a Firenze, l’associazione della comunità i cui dirigenti – il presidente Daly Samba ed il vice Mahamadou Bamba -, per quanto annunciati presenti assieme al console onorario, Eraldo Stefani, hanno disertato la lezione, chi per motivi di lavoro chi per impegni di rappresentanza. In realtà all’interno della comunità senegalese di Firenze non tutti hanno accolto l’idea del professor Toschi con lo stesso entusiasmo e le stesse aspettative dei mass media e dei pochi studenti presenti alla lezione. Qualcuno si è detto perplesso “sull’opportunità di portare ad esempio di capacità comunicative persone che bene o male, e certamente loro malgrado, fanno un lavoro illegale”, vendendo abusivamente per le strade merce di varia natura tra cui molto spesso anche marche contraffatte. “A noi interessa l’integrazione e questa iniziativa comunica invece una realtà che tutti i senegalesi, anche quelli che al momento non hanno scelta, vogliono superare”. E’ curioso che siano stati proprio i senegalesi a notare questo aspetto ed a chiedersi “perché tra i connazionali non fossero invece stati invitati alcuni venditori ambulanti autorizzati che espongono la loro merce nei mercatini etnici della citta”.
“Io sono un ricercatore – risponde a queste obiezioni il professor Toschi – e per me la ricerca deve uscire dal chiuso delle stanze accademiche, il mio laboratorio di ricerca è fuori, dove vive la realta”. “Non considero questi amici dei casi umani – aggiunge -, ma dei ricercatori; sensori in strada che analizzano con gli occhi di un’ altra cultura il nostro modo di comportarsi ed il mondo che cambia. Questa lezione nasce nell’ambito di un progetto di ricerca sulla identità comunicativa di Firenze che parte dal 1966, cioé dall’episodio dell’alluvione. Vogliamo capire e scoprire cosa si muove in questa città mentre noi l’ attraversiamo distratti da un capo all’ altro per spostarci da casa al lavoro e da lavoro a casa”.
Il docente-vu cumprà, che oggi dice di lavorare in una azienda di accessori per pelletteria a Scandicci, ha comunque svolto al meglio il suo ruolo spiegando in un italiano invidiabile, che parla bene quasi come il francese, l’ arabo e la sua lingua nazionale, che “bisogna avere carattere, personalità, pazienza per indurre a comprare senza insistere troppo, per capire quando è il momento di dare l’ affondo, quando l’ occasionale cliente sta per cedere”.(ANSA)