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SOMALIA, ATTENTATO A PRIMO MINISTRO; CONTINUANO SCONTRI ED EPISODI DI VIOLENZA

Sono diventate dieci le vittime dell’attentato contro il primo ministro del governo di transizione somalo, Mohamd Ali Gedi, uscito illeso da un attacco dinamitardo costato invece la vita a elementi della sua scorta e alcuni civili che si trovavano al bordo della strada di Mogadiscio per salutare il convoglio governativo. Lo hanno riferito alla MISNA fonti dell’ospedale Medina, contattate nella storica capitale dell’ex-colonia italiana, precisando che dei 12 feriti ancora ricoverati in ospedale, 3 versano in condizioni gravissime.

Intanto nella stessa zona in cui si è verificato l’attentato di ieri, altre 4 persone sono morte e 6 rimaste ferite in seguito a un attacco contro un cinema avvenuto in tarda serata. Secondo la ricostruzione fornita alla MISNA da fonti del governo di transizione basate a Jowhar (la cittadina di 3000 anime a una novantina di chilometri da Mogadiscio in cui hanno sede provvisoria le istituzioni somale), un gruppo di uomini ha lanciato una granata all’interno di un cinema affollato di giovani che assistevano alla trasmissione di una partita di calcio europea. Nelle ore successive si sarebbero verificati poi combattimenti (durati fino a questa mattina) tra alcuni dei signori della guerra che controllano la zona in questione e il gruppo che aveva preso di mira il cinema.

In questo ulteriore episodio di violenza, un altro giovane avrebbe perso la vita. Intanto, sia l’Unione Africana (Ua) che le Nazioni Unite hanno deplorato oggi l’attentato contro il primo ministro. “I continui attacchi e atti di violenza in corso a Mogadiscio devono essere condannati, perché sono un assalto al processo di pace e alle speranze di una popolazione che da 14 anni vive in un clima di totale insicurezza” si legge nella nota diffusa a Nairobi dall’ufficio del rappresentante speciale del Segretario Generale Onu in Somalia.

Il presidente della Commissione dell’Ua, Alpha Oumar Konare, in un documento diffuso oggi e di cui la MISNA ha ottenuto copia, “deplora il continuo uso della violenza in Somalia per raggiungere obiettivi politici e chiede a tutti i protagonisti della vita politica somala e alla popolazione di lavorare insieme per consolidare i risultati dei negoziati di pace somali e rafforzare la posizione del governo di transizione”.

Proprio fonti del governo di transizione, da Nairobi, fanno sapere alla MISNA che è stata creata una commissione di indagine per raccogliere informazioni sull’incidente di ieri e “portare al più presto di fronte alla giustizia i responsabili”. Nello stesso comunicato diffuso dall’esecutivo somalo, si evidenzia che l’attentato contro Gedi (il secondo in pochi mesi, un primo tentativo è avvenuto nel maggio scorso durante un comizio allo stadio di Mogadiscio) “fa parte della campagna di omicidi mirati in corso da mesi nella capitale storica del paese e sotto i cui colpi sono già caduti intellettuali, ex-esponenti delle forze armate e di sicurezza o rappresentanti locali e internazionali di organizzazioni umanitarie”. Dietro l’aumento esponenziale negli ultimi mesi dell’insicurezza a Mogadiscio si troverebbero gli uomini legati alla cosiddetta ‘Corte Nazionale’, un movimento che utilizzando strumentalmente la propaganda del radicalismo islamico sta cercando di prendere il potere su tutta Mogadiscio a discapito degli storici ‘signori della guerra’ che da 14 anni (ovvero da quando la Somalia è piombata nella più totale anarchia) gestiscono il paese. Obiettivo di questa vera e propria campagna militare sarebbe sottrarre la gestione di interi quartieri e dei lucrativi affari connessi a chi finora ne deteneva il controllo e impedire il trasferimento a Mogadiscio delle nuove istituzioni somale. Lo scopo ultimo dichiarato dalla stessa ‘Corte Nazionale’ sarebbe quello di nominare un proprio presidente da contrapporre alle nuove istituzioni di transizione.Misna