Toscana

IRAQ, ATTACCHI A BAGHDAD E NEL NORD, EMERGENZA PER OMICIDI DI MEDICI

Sei poliziotti sono stati uccisi questa mattina oggi in due diversi episodi a Baghdad e Kirkuk: l’esplosione di un’auto-bomba di fronte a un ristorante nella zona orientale della capitale ha provocato la morte di due agenti e il ferimento di altri sei oltre a un passante; in un attacco armato sferrato da presunti guerriglieri nella località settentrionale irachena sono rimasti uccisi altri quattro poliziotti. Intanto nell’ambito dell’offensiva militare “cortina d’acciaio” in corso alla frontiera iracheno-siriana un marine ha perso la vita ieri colpito da un ordigno a Ubaidi; sempre al confine con la Siria raid aerei statunitensi avrebbero ucciso un capo del braccio iracheno di al-Quaeda, Abu Thar, noto anche come ‘Emiro di Al Qaim’. La stessa al-Quaeda ha riferito che 19 suoi combattenti sono morti negli ultimi giorni sotto i bombardamenti.

Ma al momento la vera emergenza riguarda l’ondata di assassinii di medici che ha causato cinque morti solo nell’ultima settimana. Si stima che dalla caduta di Saddam Hussein, nel 2003, siano 150-160 i medici uccisi, mentre circa 3.000 sarebbero fuggiti all’estero, in Giordania, Siria e altri Paesi arabi. Il vice-ministro della Sanità Husseini ha lanciato un appello al presidente Jalal Talabani e alle principali autorità politiche e religiose del Paese affinché tutelino gli operatori sanitari che “rappresentano un patrimonio scientifico e umano e il vertice delle conquiste intellettuali e scientifiche dell’Iraq”. Secondo Husseini “i medici e gli scienziati devono essere tenuti al di fuori dei conflitti politici, etnici e religiosi, poiché hanno sempre servito diligentemente tutti gli iracheni nelle peggiori e più dure condizioni”.Misna