Toscana

INDUSTRIA: CISL, CONTRO CRISI BINOMIO INNOVAZIONE-COMPETENZE

Contro la crisi del sistema produttivo-manifatturiero in Toscana occorre trasformare gli attuali distretti puntando sul binomio “innovazione-competenze”. E’ l’indicazione emersa oggi nel corso del convegno “Innovazione e competenze. I distretti del futuro”, organizzato a Firenze dalla Cisl al quale hanno preso parte l’europarlamentare Enrico Letta, il professor Andrea Paci, ordinario di economia all’università di Firenze, e il segretario confederale Cisl Giorgio Santini.

I dati diffusi indicano una crisi forte del sistema: in Toscana nell’artigianato, nel primo semestre 2005, 7.500 persone hanno perso il lavoro e solo un terzo tra questi disoccupati ha trovato un nuovo impiego con contratti ‘atipici’. Nell’industria, in base ai dati della cassa integrazione, si stimano 8.000 posti di lavoro a rischio.

“Da troppo tempo – spiega la Cisl in una nota – manca una vera politica industriale a livello nazionale e la capacità individuale delle piccole e medie imprese non è più sufficiente a competere nel mercato globale. Una situazione di grande difficoltà, concentrata in particolare nel comparto produttivo-manifatturiero che in Toscana ha avuto il suo cuore nei distretti, un modello oggi in pesante difficoltà”.

“La via per il rilancio – sottolinea la Cisl – passa non dall’abbandono dei distretti, ma dalla loro trasformazione, centrata sul binomio innovazione-competenze”. “Oggi come non mai dalla crisi o ne usciamo tutti insieme o non ne usciamo – ha detto nella sua relazione il segretario generale della Cisl toscana, Maurizio Petriccioli -. Per affrontare le difficoltà attuali, evidentemente strutturali, c’è bisogno di una serie di fattori che possono arrivare solo dall’impegno condiviso di tutti gli attori presenti sul territorio”. Secondo Petriccioli “c’é bisogno di riposizionare le nostre imprese verso una produzione di qualità. Al contempo servono risorse per finanziare ammortizzatori sociali che accompagnino i lavoratori in questa fase, che facciano da ponte verso il dopo-crisi.”

“Senza voler generalizzare – ha affermato il segretario Cisl – possiamo dire che la competitività del nostro sistema regionale è stata affidata per anni alla capacità delle piccole imprese di adattarsi nel mercato, migliorando tecnologie spesso sviluppate altrove. In un contesto cambiato, di competitività globale, questo non basta più. Vanno quindi individuati strumenti che favoriscano il passaggio dal distretto al sistema territoriale, in cui il cambiamento si rappresenta nell’innovazione, tecnologica e di prodotto, e la sfida è affidata alla comunità territoriale nel suo complesso”.

“Per puntare sull’innovazione – ha spiegato Petriccioli – è indispensabile potenziare la formazione e creare un sistema di formazione continua per i lavoratori lungo tutto l’arco della vita.” “Un altro aspetto fondamentale – ha aggiunto il segretario Cisl – è la struttura finanziaria delle piccole imprese, oggi legata principalmente all’autofinanziamento o al ricorso al credito a breve termine. In questo contesto è necessario favorire aggregazioni di imprese per funzioni, in modo che sia possibile realizzare economie di scala da parte delle aziende del sistema territoriale”. (ANSA).