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ETIOPIA-ERITREA: PERSONALE ONU LASCIA ASMARA SENZA DISTINZIONE DI NAZIONALITÀ

È in corso il trasferimento del personale della Missione delle Nazioni Unite in Etiopia ed Eritrea che operava da Asmara. Lo ha confermato alla MISNA Gail Bindley-Taylor Sainte, il portavoce della Unmee raggiunta telefonicamente proprio nella capitale eritrea a poche ore dalla sua partenza. “Il personale Unmee che entro domani lascerà l’Eritrea sarà superiore alla cifra di 180 persone indicata dal governo asmarino e che riguardava i ‘caschi blu’ di alcune nazionalità precise contenute nell’ordine di espulsione” ha spiegato alla MISNA la portavoce.

“L’Onu è un’organizzazione internazionale e non verranno effettuate divisioni tra personale di una nazione o di un’altra perché qualcuno lo chiede. Con la partenza di alcuni colleghi, gli altri non sono in condizione di lavorare per cui gran parte della missione verrà temporaneamente trasferita in Etiopia” aggiunge la portavoce dell’Unmee, precisando che in queste ore sta lasciando l’Eritrea anche chi è in partenza per le ferie e chi invece avrebbe dovuto lasciare il paese in base ai normali avvicendamenti di turno.

“La missione Onu in Eritrea non sarà comunque smantellata”, precisa alla MISNA Taylor Sainte, e nel quartier generale resterà comunque personale di vari uffici. “Riguardo ai numeri non posso essere più precisa per il momento, dati certi li avremo solo nelle prossime ore. Ottantanove persone partiranno per via aerea entro domani; altri, soprattutto militari, stanno già lasciando il paese via terra” aggiunge alla MISNA Gail Bindley-Taylor Sainte.

“Qui in apparenza sembra tutto tranquillo, anche perché non circolano notizie di quello che sta succedendo” spiega una fonte umanitaria che ha chiesto di restare anonima. “Ma le voci e il passaparola funzionano benissimo e la gente normale legge come un brutto segno la partenza dei caschi blu. Speriamo che si sbagli” aggiunge la fonte della MISNA. L’espulsione di una parte dei caschi blu intimata dieci giorni fa da Asmara è solo l’ultimo episodio di un braccio di ferro che il governo eritreo nelle ultime settimane ha intrapreso soprattutto col Consiglio di Sicurezza Onu, che le autorità eritree giudicano troppo ‘morbido’ nei confronti dell’Etiopia. Asmara, infatti, negli ultimi mesi è diventata sempre più insofferente nei confronti del massimo organo decisionale del Palazzo di Vetro colpevole di non aver mai costretto Addis Abeba ad accettare i nuovi confini indicati dalla Commissione indipendente incaricata proprio dall’Onu di disegnare una frontiera “definitiva” tra i due paesi del Corno d’Africa, che proprio per questioni territoriali combatterono (tra il 1998 e il 2000) un conflitto che ha causato la morte di 70.000 persone.Misna