Toscana

IRAQ, ELEZIONI: IN CRESCITA EX-PREMIER ALLAWI, IN VANTAGGIO LISTA SCIITA

Sono stati tra i 10 e gli 11 milioni, su 15,5 milioni di aventi diritto, gli iracheni che hanno partecipato al voto per l’elezione dei 275 parlamentari della nuova Assemblea legislativa. Lo riferisce, sulla base di stime ancora incomplete, la Commissione elettorale irachena, precisando che lo spoglio delle schede è in corso in tutte e 18 le province in cui è amministrativamente suddiviso il Paese arabo ma che è ancora presto per prevedere quando sarà possibile rendere pubblici i risultati finali.

Intanto, dai primi risultati parziali diffusi dalle autorità elettorali si evince che l’ex-primo ministro ad interim Iyad Allawi ha ottenuto 406 degli 800 voti espressi nel seggio speciale allestito per la sicurezza delle autorità all’interno della cosiddetta ‘zona verde’; nel resto del Paese sembra però spirare un vento decisamente favorevole alla lista sciita dell’Alleanza irachena unita di Abdel Aziz al-Hakim, data da alcuni media ‘schierati’ in netto vantaggio rispetto allo schieramento di Allawi.

In sostanza, le schede fin qui scrutinate mostrerebbero una sostanziale tenuta della formazione sciita e un avanzamento della lista di Allawi, della quale fanno parte anche i partiti curdi. Un caso a parte è rappresentato invece da Falluja, la roccaforte degli insorti a ovest di Baghdad espugnata nel novembre 2004 dall’esercito statunitense con l’uso anche di armi non convenzionali, dove le due liste sunnite del Fronte iracheno della concordia e del Fronte iracheno del dialogo nazionale avrebbero ottenuto insieme circa il 90% dei voti, seguite dal movimento di Allawi con il 7%. Intanto, mentre la principale lista sunnita ‘Fronte della concordia’ denuncia il rischio di “brogli su larga scala”, dal rapporto preliminare degli osservatori della ‘Missione internazionale per le elezioni in Iraq’ (Imie) si apprende al contrario che, “fatta eccezione per problemi procedurali e tecnici minori, le elezioni in Iraq si sono svolte secondo gli standard internazionali”. L’Imie si è addirittura complimentato con le autorità elettorali irachene per aver “ben pianificato, coordinato e publicizzato” l’intero processo di voto.Misna

Iraq, un tocco di pace