Il gruppo di diplomatici internazionali, che ha il compito di monitorare il cessate-il-fuoco in Sri Lanka ha raggiunto Kilinochchi, roccaforte dei ribelli tamil nel nord dell’isola asiatica, per colloqui di emergenza con i capi della ribellione dopo che, nell’arco di 24 ore, 15 soldati e tre guerriglieri sono morti nel corso di attacchi nel distretto settentrionale di Mannar. Il comitato dei quattro’, composto da rappresentanti di Stati Uniti, Unione Europea, Giappone e Norvegia (tutti soggetti mediatori nel processo di pace che si protrae senza risultati dal 2002), ieri aveva diffuso un comunicato in cui si metteva in guardia le Tigri per la liberazione della patria tamil’ (Ltte) di cessare immediatamente le violenze e dimostrare il suo rispetto della tregua. Venire meno a ciò comporterebbe serie conseguenze; la nota continuava sollecitando il governo centrale a prendere immediate misure affinché abbiano subito fine attività di gruppi paramilitari’ nel territori tamil del nord est. Nell’ultimo mese almeno 60 persone, tra soldati e guerriglieri, hanno perso la vita in imboscate e scontri diretti, in particolare nei distretti di Batticaloa-Trincomalee, nell’est del paese, e nella penisola di Jaffna e a Mannar, sulla costa nordoccidentale. Si tratta della più grave minaccia alla sicurezza del paese in quattro anni di tregua precaria. Il gruppo dei quattro’ ha inoltre fatto pressione affinché i leader del Ltte e i rappresentanti di Colombo si incontrino al più presto per ridefinire i termini del cessate-il-fuoco, come chiesto da entrambe le parti da almeno quattro mesi senza che però si raggiungesse un accordo sulla sede dei colloqui. Misna