Toscana

IRAQ, GOVERNO CONDANNA TORTURE ABU GHRAIB, INCHIESTA SU PRESUNTI «SQUADRONI MORTE»

“Abbiamo condannato questi crimini selvaggi. Noi respingiamo il fatto che un paese civile permetta ai suoi soldati di commettere questi crimini brutti e terribili. Chiediamo punizioni molto dure per i responsabili”: sono le parole del presidente iracheno Jalal Talabani il giorno dopo la diffusione di nuove foto inedite sulle torture e sevizie commesse dai soldati Usa nel carcere di Abu Ghraib nel 2004. La dichiarazione del capo dello Stato iracheno si unisce alla dura condanna espressa dal governo di Baghdad.

Intanto il ministro dell’Interno iracheno ha ordinato l’istituzione di una commissione d’inchiesta sull’esistenza di ‘squadroni della morte’ tra le forze di polizia irachene, presunti autori di numerose esecuzioni extragiudiziali di cittadini sunniti sospettati di collegamenti con la guerriglia. La decisione è stata l’immediata reazione alla notizia, comparsa oggi sulla testata statunitense, ‘Chicago Tribune’, dell’arresto a Baghdad di 22 agenti di polizia scoperti casualmente mentre stavano per assassinate un cittadino sunnita.

Nel comunicare alla testata i fatti, il generale Joseph Paterson, incaricato di addestrare la polizia irachena, ha detto che il gruppo di agenti arrestati, tutti addetti al traffico, apparterrebbero alla milizia ‘Badr’, considerata il braccio armato del Supremo consiglio della rivoluzione islamica irachena (Sciri). Nell’intervista Peterson si dice convinto che lo stesso ministro dell’Interno, lo sciita Bayan Jabr, membro dello Sciri, sia completamente all’oscuro del coinvolgimento di agenti negli omicidi mirati. Dal 2003 il susseguirsi di macabri ritrovamenti, nella capitale come a Bassora e in altre città irachene, di corpi senza vita e alcuni ammanettati e con evidenti segni di tortura avevano fatto sospettare dell’esistenza di ‘squadroni della morte’. Secondo i partiti sunniti sarebbero circa 1.600 le esecuzioni extragiudiziarie contro cittadini sunniti, in particolare in città a maggioranza sciita, una cifra difficilmente confermabile da fonti indipendenti; ma la comunità sunnita va oltre e solleva il sospetto di un coinvolgimento del governo iracheno, di cui tuttora però non ci sono le prove. Riguardo alla violenza quotidiana che segna l’Iraq da quasi tre anni, anche oggi due autobombe sono esplose nella capitale provocando 7 morti, tutti civili, e 16 feriti, tra cui due agenti; uno degli attentati è avvenuto in un affollato mercato nel distretto sciita di Shula, mentre la seconda autobomba è esplosa al passaggio di una pattuglia della polizia nel distretto di Karrada.Misna