Toscana

IMMIGRAZIONE: NEL 2023 400 MILA RESIDENTI IN TOSCANA

Nel 2023 gli immigrati residenti in Toscana saranno 400 mila, pari al 12% della popolazione. Questa la stima resa nota oggi dall’Irpet presentando un’indagine sui flussi migratori in Toscana. L’indagine è stata illustrata dalla ricercatrice Francesca Giovani insieme al dirigente Irpet Giovanni Maltinti. Presenti anche l’assessore al Lavoro Gianfranco Simoncini e l’assessore alle Riforme istituzionali Agostino Fragai. La ricerca sottolinea che nella regione, in base a dati Caritas fine 2004, la presenza straniera regolare si attesta a quota 223 mila unità e potrebbe raddoppiare nell’arco dei prossimi 20 anni.

L’analisi stima una crescita di presenze soprattutto nell’area della Toscana centrale mentre è attesa una minore concentrazione nelle zone della costa. In particolare Firenze si troverebbe ad ospitare 73 mila immigrati rispetto ai 28.332 del 2003 e Prato ben 37 mila rispetto alle 13.900 presenze.

Ad oggi, l’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione complessiva pone la Toscana tra le prime cinque regioni in Italia con una percentuale del 5,4 contro il 4,1% registrato a livello nazionale. Tra i paesi di provenienza al primo posto troviamo l’ Albania, seguito da Cina, Albania e Marocco.

Il rapporto Irpet ha poi messo in evidenza che nell’ultimo anno le assunzioni di lavoratori extracomunitari sono state 52 mila (+21%) in settori come l’ edilizia, il manifatturiero o in servizi alla persona. “In futuro – hanno ricordato Francesca Giovani e Giovanni Maltinti – assisteremo a una Toscana sempre più etnica che porterà necessariamente a rivedere i nostri modelli di coesione sociale e di servizi”. Secondo l’assessore Fragai “gli immigrati toscani vivono, studiano e lavorano nel nostro paese. Pagano le tasse e contribuiscono alla crescita dalla nostra economia. Anche per questo – ha aggiunto – la Toscana vuol far votare i propri stranieri: un diritto da concedere almeno a quelli che risiedono nella regione da tempo, da tre o cinque anni. E l’obiettivo è di farlo entro il 2010”.

L’assessore Gianfranco Simoncini ha invece posto l’accento sul tema dell’occupazione “che rimane l’elemento qualificante ed ineludibile per ogni politica di integrazione. E nel mondo del lavoro la presenza di immigrati è ormai consolidata e concentrata sia nei settori medio bassi e meno qualificati, con una forte diffusione di contratti atipici, sia nel lavoro autonomo, e dove purtroppo sono frequenti casi di infortunio”. (ANSA).