Toscana

IMMIGRAZIONE: CONVEGNO CISL, DIALOGO NON E’ RINUNCIA IDENTITA’

“La cultura del dialogo e le politiche di accoglienza, nel rispetto delle diversità, non significano rinunciare alla propria identità, anzi la rafforzano. Perché solo identità consapevoli e radicate possono costituire la base su cui far crescere il dialogo, che sconfigge il conflitto e le provocazioni”. Lo ha detto Roberto Macrì, della segreteria della Cisl toscana, intervenendo stamani a Firenze al convegno su “Immigrazione e Società toscana” organizzato dall’Anolf regionale (Associazione nazionale Oltre le Frontiere) col patrocinio del Cesvot ed in collaborazione con Cisl e Caritas della Toscana.

Nel dibattito è stata tracciata una mappa del fenomeno migratorio nella nostra regione. Dal 1995 al 2004 gli stranieri regolarmente presenti in Toscana sono più che quadruplicati: da 52.759 a 222.828. Rappresentano ormai oltre il 6% della popolazione toscana, con una media di presenza più elevata rispetto al dato nazionale. “Si tratta – ha detto il presidente regionale Anolf, Simone Consani – di una fetta di popolazione attiva, che risponde ad una precisa ‘chiamata’ delle ditte italiane per i loro fabbisogni, nella quasi totalità impegnata in attività lavorative di basso livello ma fondamentali per il mantenimento e lo sviluppo dell’economia toscana, e nelle famiglie in un lavoro ormai indispensabile di assistenza al nucleo familiare e, soprattutto, agli anziani con limitazioni all’autosufficienza”.

Non a caso in Toscana, tra il 2002 ed il 2003, le cosiddette colf e badanti sono raddoppiate. Gli immigrati hanno redditi bassi (7.940 euro in media nazionale), arrivano in Toscana avendo percorso un buon numero di anni di studio nei loro Paesi (il 12,1% ha laurea, il 27,8% un diploma superiore, il 32,9% la licenza media) ma i loro figli hanno più difficoltà dei ragazzi italiani negli studi (alle superiori in Toscana il gap nelle promozioni è dell’11,3%), trovano molta difficoltà nel mercato degli alloggi visto che, ad esempio a Firenze, l’emergenza abitativa riguarda per il 50% proprio gli immigrati. Tre le proposte concrete avanzate dall’Anolf: modificare profondamente la legislazione nazionale per rendere coerente e funzionale il sistema dei visti e dei permessi di soggiorno con le esigenze umane, sociale e produttive; definire strumenti integrati di intervento sul territorio toscano, anche attraverso la predisposizione di un apposita legislazione regionale ad hoc che assicuri concretamente gli interventi necessari all’integrazione degli immigrati; assicurare il diritto di voto per gli immigrati inseriti nelle comunità toscane.

“Di fronte ad un dato strutturale che riguarda la demografia, l’economia regionale, la scuola pubblica e le famiglie italiane – ha aggiunto Consani – occorre avere coraggio e superare la semplificazione dei molti slogan che spesso caratterizzano il dibattito politico. La capacità di integrazione è uno dei temi strategici sui quali si gioca il futuro dell’Italia e della Toscana”. (ANSA).

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