Toscana
VAL D’ORCIA: LEGAMBIENTE,GIP SEQUESTRA 2 LOTTI MONTICCHIELLO; DELLA SETA, RIPENSARE TUTELA AREA
E’ scesa in campo la magistratura nella vicenda del contestato complesso residenziale in costruzione a Monticchiello, in Val d’Orcia. “Il gip di Montepulciano ha ordinato, il 14 marzo scorso, il sequestro di due degli 11 lotti, sulla base dei rilievi, compiuti dall’ufficio comunale, dai quali sarebbero emerse ‘difformità di realizzazione rispetto al progetto originale”. Lo rende noto il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta.
Il Comune di Pienza conferma, in una nota, di aver compiuto, insieme al corpo forestale dello Stato ed in coordinamento con la procura della repubblica di Montepulciano, “controlli di vigilanza all’ interno del cantiere” e che “sulla base dei rilievi effettuati sono state riscontrate alcune difformità delle quali è stata informata la Procura della Repubblica di Montepulciano”.
Secondo il Comune, però, un solo lotto sarebbe stato sequestrato. Ad oggi, afferma l’amministrazione, “per quanto risulta all’amministrazione comunale sono stati apposti sigilli di cantiere sul lotto C1”. Peraltro, l’amministrazione di Pienza annuncia anche che “ieri è stata protocollata da parte del Comune la richiesta di dissequestro pervenuta dalla Società Grada, proprietaria del lotto in questione”.
Per altri due lotti, ancora da costruire, era stato disposto lo stop dei lavori da parte del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, al termine di una approfondita indagine. “Altri lotti – spiega Legambiente – sono ancora sub judice, il magistrato sta valutando gli esiti delle verifiche tecniche. Avvisi di garanzia sono stati inviati al proprietario del complesso edilizio”.
“Ci auguriamo che il sequestro dei cantieri delle palazzine di Monticchiello conduca presto a una soluzione definitiva e dia l’avvio ad un ripensamento complessivo del futuro della Val d’Orcia, che metta al centro la tutela e la valorizzazione di un paesaggio che è la più grande ricchezza di questo pezzo d’Italia”, ha auspicato Roberto Della Seta. Legambiente, ricorda l’associazione, “ha sempre ritenuto molto discutibile che, in un territorio riconosciuto patrimonio mondiale dell’Unesco per la sua straordinaria bellezza, si potesse tranquillamente edificare un villaggio di 11 edifici per 300 nuovi residenti in netto contrasto con il paesaggio circostante e a ridosso del centro storico di un piccolo borgo che conta poco più di 150 abitanti”.
“Pensare – aggiunge Della Seta – che il turismo in Val d’Orcia possa prescindere dalla qualità ambientale è un errore. Oggi è in atto una mera speculazione edilizia e non certo un’opzione valida di sviluppo economico del territorio. Siamo davanti a uno dei tanti casi in cui le amministrazioni di piccoli comuni non sono in grado di fronteggiare le pesanti pressioni degli speculatori immobiliari – conclude il presidente di Legambiente -. Non ci interessa trasformare Monticchiello in un paese fantasma, ma riteniamo che il suo sviluppo debba essere garantito da scelte intelligenti e lungimiranti. Per questo torniamo a chiedere che il Ministro Rutelli e la Regione Toscana intervengano, per bloccare il complesso immobiliare e creare il contesto favorevole perché il territorio possa essere davvero il volano di un futuro sano, moderno e sostenibile”.
Il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha dato incarico agli uffici del ministero di attivare tutte le procedure necessarie “per la costituzione di parte civile per danno ambientale”. Lo rende noto un comunicato del ministero stesso. “La cementificazione selvaggia e l’abusivismo – ha dichiarato Pecoraro Scanio – sono aggressioni intollerabili al territorio e rappresentano un danno alla collettività. Per questo io credo sia necessario aprire una stagione di tolleranza zero nei confronti di chi deturpa il nostro patrimonio ambientale e culturale”. “L’iniziativa di costituirsi parte civile per danno ambientale nel caso di Monticchiello – ha concluso il ministro – é coerente con il nostro impegno, avviato insieme al Comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente, per tutelare il nostro territorio e che ha portato all’avvio di un censimento nazionale degli ecomostri e ai primi abbattimenti”.(ANSA).