Toscana
SOMALIA, MOGADISCIO: OLTRE 320.000 I CIVILI FUGGITI DA MOGADISCIO
Sono oltre 321.000 le persone fuggite da Mogadiscio per le violenze delle ultime settimane. La MISNA lo ha appreso oggi da fonti dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur/Unhcr), le quali precisano che questo nuovo bilancio riguarda i civili scappati da Mogadiscio dall’inizio di febbraio ad oggi. Questo forte crescita dei numeri è legata soprattutto ai nuovi dati raccolti da una organizzazione non governativa internazionale nelle regioni di Galgaduud e Mudug, che finora non erano state accessibili e anche ad un aumento del numero di civili in fuga dalla capitale precisa l’Acnur in una nota inviata nel pomeriggio.
L’ultimo bilancio sui profughi somali, fornito la settimana scorsa alla MISNA da un responsabile della comunicazione dell’Acnur Somalia, era di circa 213.000 persone. Dai nuovi dati, invece, emerge che 111.000 persone si sono dirette nelle province della Shabelle (43.000 nella media Shabelle e 68.000 nella Bassa Shabelle). Oltre 40.000 di queste si trovano nel distretto di Afgoye. Altre 109.000 hanno invece preferito dirigersi verso la regione di Galgaduud, 38.000 nel Mudug, 25.000 in quella di Bay e altri 24.000 nella regione dell’Hiran, al confine con l’Etiopia. Anche l’Ufficio Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari (Ocha) nel suo ultimo rapporto sulla situazione in Somalia diffuso oggi ha alzato le stime degli sfollati fino a 300.000 e conferma che la maggior concentrazione di profughi in fuga dai combattimenti nella capitale si trova nelle circostanti regioni di Lower e Middel Shabelle, ma che un numero significativo di persone sono state registrate anche a Galgaduug e a Mudug. L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) fa sapere, inoltre, di aver iniziato la distribuzione aiuti fornendo cibo e beni di prima necessità a 1500 famiglie (9000 persone) a Afgoye, 30 chilometri a sud di Mogadiscio, dove si stima siano 40.000 gli sfollati. La gente vive all’aperto o sotto gli alberi – riferisce l’agenzia umanitaria – esposta al caldo di giorno e al freddo intenso di notte. A causa del peggioramento delle crisi umanitaria per il crescere del numero egli sfollati e all’acuirsi di un’epidemia di dissenteria acuta (che altri fonti definiscono colera) che ha provocato 16.000 malati e almeno 414 vittime, l’Ocha ha alzato a 262 milioni di dollari (da 237) l’ammontare dei fondi chiesti alla comunità internazionale per affrontare la situazione, precisando di avere finora ottenuto dai donors 88 milioni di dollari, quasi tutti spesi per il cibo mentre mancano le risorse per acuistare medicine, acqua potabile, materiale sanitario ed igienico, educazione, rifugi.