Toscana
Cultura salvagente per l’economia in crisi
La rilevanza della spesa culturale per la Toscana emerge dalla ricerca curata da Patrizia Lattarulo dell’Irpet, illustrata in occasione della presentazione del volume «Il cultural planning: principi ed esperienze» a cura di Stefano De Martin e Pier Luigi Sacco, dedicato alle potenzialità della cultura come vettore di crescita e innovazione sociale ed economica.
I beni culturali costituiscono un importante motivo di attrazione: la Toscana è la terza regione italiana (dopo Lazio e Campania) per visitatori dei musei statali con oltre 5,4 milioni di presenze nel 2005. La domanda è maggiore della media italiana: superiore è il numero di persone che hanno usufruito almeno una volta l’anno di attività culturali, così come il numero di biglietti venduti per gli spettacoli.
Non mancano, comunque, delle contraddizioni: a fronte di 70 biglietti venduti ogni 100 abitanti, solo 1 toscano su 5 ha assistito nell’ultimo anno a un’opera teatrale e 1 su 3 ha visitato un museo o una mostra. Nello stesso tempo la domanda è stata concentrata territorialmente e su pochi eventi principali: i visitatori dei musei si rivolgono, infatti, a poche grandi istituzioni, l’80% si affolla a Firenze (di cui quasi il 50% nei due musei maggiori, Uffizi e Accademia) mentre altre istituzioni raccolgono un’attenzione più distratta rispetto al loro valore. Tutto ciò pone interrogativi sulla capacità attrazione del turismo culturale e sulla sostenibilità urbana del fenomeno.
L’impegno di spesa non sempre è influenzato dalla dimensione del comune. Mentre la spesa per la gestione ordinaria è maggiore nei comuni più grandi, nell’ultimo periodo sono i comuni piccoli e medi a impegnare risorse proporzionalmente nel tempo. Quale è la spesa per la cultura dei comuni rispetto alla loro vocazione produttiva? Alla domanda risponde la ricerca di Patrizia Lattarulo dell’Irpet, osservando che certamente i comuni a specializzazione terziaria sono quelli che investono maggiormente nel settore, e tra questi i capoluoghi di provincia. Oggi, i grandi comuni urbani e a vocazione turistica sono più impegnati per le iniziative culturali, ma ad essi seguono tanto i comuni a vocazione industriale che i comuni più periferici, località non particolarmente ricche sul piano delle strutture e a bassissima caratterizzazione turistica (l’area del Valdarno e l’area industriale tra Firenze e la costa), capaci però di esprimere un impegno di spesa in crescita. I comuni industriali presentano tassi di incremento della spesa nel corso degli anni 2000/2004 del 2,4% medio annuo, contro lo 0,6% dei comuni a specializzazione terziaria.
185 musei nella regione
98 teatri
9500 occupati
70 biglietti ogni cento abitanti venduti per spettacoli teatrali e musicali