Toscana
Pisa, l’addio a Nicola e il benvenuto a Niccolò
«Questa mattina ha vinto la vita ha commentato Alessandro Plotti il piccolo Niccolò ed il cuginetto Matteo, con la loro innocenza e la grazia divina che hanno ricevuto nel battesimo, hanno sconfitto la morte, l’odio, la violenza e il terrorismo». E, rivolto ai parenti e agli amici della vittima: «Oggi vogliamo celebrare il trionfo dell’innocenza. L’innocenza di un soldato buono e generoso che offre la sua vita per pacificare un popolo. E l’innocenza di suo figlio che ha ricevuto il battesimo. Papà e figlio accomunati in un destino che si trasforma in un accorato appello alla vita e alla speranza».
E ancora: «Morte e vita sempre si confrontano in un permanente duello. Qui, oggi, davanti a questa bara e davanti a questi due bambini, abbiamo il dovere di gridare che la vita trionferà sempre sulla morte». Poi rivolgendosi alla vedova del maggiore Ciardelli l’arcivescovo ha concluso: «Carissima signora Giovanna. Non ha dovuto aspettare che suo marito tornasse per battezzare vostro figlio. Nicola è tornato ed è qui nel suo corpo martoriato e immobile sotto il tricolore per cui ha offerto la vita, ma vivo nello spirito eroico e vitale, nella testimonianza di un sacrificio estremo e drammatico. Ma è soprattutto presente vivo, in Niccolò, che ha incontrato Gesù Cristo nel lavacro battesimale e in Cristo Risorto ritrova il suo babbo nella comunione dei Santi, che accomuna vivi e defunti in un unico e indissolubile vincolo d’amore in Dio Padre».
Nicola Ciardelli era conosciutissimo a Pisa. Era cresciuto nella parrocchia di San Nicola tra i Pueri Cantores di padre Renzo Spadoni e aveva anche iniziato a cantare nel coro polifonico diretto da Stefano Barandoni. Dopo la cresima aveva anche iniziato un percorso di fede tra i giovani agostiniani, partecipando all’incontro internazionale di Lecceto. Poi il congedo dalla città, la partenza per l’Accademia di Modena: alla carriera militare aveva pensato sin dai tempi del liceo. Aveva conosciuto sua moglie Giovanna ad Avellino. Con lei avevano acquistato casa a Pisa, nella centralissima Corso Italia. Nicola non era nuovo a missioni internazionali. Alla Folgore lo giudicavano un militare esperto e generoso. L’ultima missione gli è stata fatale.
Mercoledì, gli ex Pueri Cantores si sono ritrovati ai suoi piedi per animare la celebrazione delle esequie. Alzò gli occhi verso i monti all’ingresso, Tardi t’amai alla comunione, Risuscitò il canto finale. Morte e vita, anche nei canti, si sono intrecciati. «Anche il più peccatore ha osservato l’Arcivescovo di Pisa può sperare nella salvezza, nella redenzione, nel riscatto». Ad una condizione: «che ci rivestiamo di quell’abito che il Vangelo chiama purezza di cuore. Gesù ha infatti detto: Se non diventerete bambini non entrerete nel Regno».
Il battesimo di Niccolò e Matteo, nella chiesa di San Nicola a Pisa; a destra, l’arcivescovo di Pisa, mons. Alessandro Plotti
circa 2.600 militari, contingente interforze in An Nassiriyah;
10 militari contingente interforze in Kuwait;
45 circa presso Bassora;
25 circa a Baghadad;
66 uomini del Corpo Militare e 12 Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana
30 militari presso NATO Training Mission-Iraq)
8 militari presso USCENTCOM – Tampa (USA) (Comando da cui dipende l’Operazione «Iraqi Freedom»).
Fanno parte del nostro contingente circa 400 carabinieri che costituiscono la Multinational Security Unit (MSU) con personale rumeno ed unità di Polizia Militare. L’aeronautica fornisce 200 militari dislocati presso il Reparto Distaccato del 15° Aerostormo. Per il resto i soldati provengono dall’Esercito.
Il 21 gennaio 2005 moriva Simone Cola, mitragliere di un AB 412, colpito da un proiettile mentre si trovava in volo su Nasiriyah.
Il 4 marzo 2005 perdeva la vita Nicola Calipari, funzionario del Sismi, mentre riportava all’aeroporto di Baghdad la giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata.
Il 15 marzo 2005 perdeva la vita Salvatore Domenico Marracino per le gravi ferite riportate nel corso di un’attività di addestramento al tiro.
Il 31 maggio 2005, a seguito della caduta di un elicottero AB-412 dell’Aviazione dell’Esercito, perdevano la vita i piloti Giuseppe Lima e Marco Briganti, i mitraglieri di bordo Massimiliano Biondini e Marco Cirillo.
Il 14 luglio 2005 perdeva la vita Davide Casagrande a seguito di un incidente stradale accorso al VM90T sul quale viaggiava, insieme con altri militari, lungo una strada alla periferia di Al Fudliya (a circa 10 km da Nasiriyah).
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