Toscana

Traffico, proteste contro il blocco «euro 0»

Lunedì 2 gennaio un centinaio di persone ha manifestato per due ore in Piazza della Signoria a Firenze, sotto Palazzo Vecchio, sede del Comune contro il provvedimento di blocco Euro zero. Sono quei cittadini che possiedono una macchina o un ciclomotore che non rispondono alle direttive Cee del 1991 e che ora, con la delibera di metà dicembre firmata dall’assessore comunale all’ambiente Claudio Del Lungo, devono rassegnarsi a mettere il mezzo in garage tutti i giorni della settimana, o a convertirlo. Dal 1° gennaio a Firenze gli Euro zero, auto, ciclomotori o autobus, non possono più circolare. Frutto di una delibera del 16 dicembre che, sulla base di un accordo del 2003 firmato anche da altri Comuni toscani, mette al bando i veicoli più inquinanti. Chi sgarra paga una multa di 71 euro.

La rabbia dei cittadini è esplosa negli ultimi giorni: i punti di maggiore contestazione sono la scarsa pubblicità alle nuove norme e l’obbligo, giudicato troppo oneroso, a cambiare mezzo di trasporto o a convertirlo a Gpl o metano, pena l’impossibilità di circolazione su tutto il territorio comunale. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dall’assessore alla partecipazione Cristina Bevilacqua . I manifestanti hanno promesso altre iniziative unitarie e anche il ricorso al Tar.

L’appuntamento era per le 11 del 2 gennaio. In prima fila il comitato dei cittadini del centro storico, che già nei giorni scorsi ha raccolto almeno 500 adesioni e proposte in una riunione al Dopolavoro ferroviario. Le critiche alla delibera che blocca i veicoli più vecchi e inquinanti sono varie, le storie raccontate sono quelle di pensionati che non possono permettersi di cambiare auto o di pagare la conversione a Gpl o metano, lavoratori che abitano vicino a Firenze che non sanno come andare al lavoro, cittadini che, paradossalmente, non sanno come spostare la propria auto euro zero nel giorno di pulizia delle strade.

“Mio figlio – dice Riccardo Rossi, pensionato che vive a Coverciano – lavora in centro per 750 euro al mese. Come può cambiare il motorino? Non mi risulta che in altre città d’Italia, che pure hanno problemi di inquinamento, si siano prese decisioni così drastiche. Perché a Firenze dobbiamo essere i primi della classe?”. “Sono francese ma vivo da tempo in centro – aggiunge Luc Rossetti, un giovane padre con una bimba di sette mesi in braccio – la mia auto è del 1990, che devo fare?”. “Si stima che siano trentamila le auto euro zero in città – spiega Vincenzo Simoni, segretario nazionale dell’Unione inquilini – questo provvedimento colpisce i cittadini più deboli che non hanno la possibilità di cambiare l’auto”. “Sarebbe meglio – sottolinea Anna Nocentini , capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio comunale – fare uno screening puntuale di chi possiede questi veicoli e poi cercare soluzioni più personalizzate”.

Al termine dell’incontro con l’assessore Bevilacqua, è Giuseppe Sorrentino del comitato dei cittadini a prendere la parola. “L’assessore ha preso atto delle nostre proteste ma ci ha dato risposte inconcludenti – spiega – stasera ci riuniremo nuovamente per concordare ulteriori alternative: chiediamo il ritiro della delibera e di poter far parte ad un tavolo di trattativa. Intanto non escludiamo un ricorso anche al Tar”.

“L’ordinanza in vigore dal primo gennaio che vieta la circolazione ai veicoli Euro 0 rientra fra i provvedimenti che il Comune predispone nella lotta all’inquinamento. E si tratta di un’ordinanza che applica un accordo di programma regionale del 2003 che coinvolge 16 comuni toscani”. E’ quanto ha detto l’assessore alla partecipazione Cristina Bevilacqua nel corso dell’incontro sui nuovi provvedimenti anti-smog richiesto dai comitati dei cittadini, annunciando anche un incontro a breve tra comitati e assessori competenti. “Quelle espresse dai comitati sono osservazioni e proposte da tenere in considerazione – ha continuato Bevilacqua – che verranno sottoposte agli assessori all’ambiente e alla mobilità e alla giunta in un incontro da fissarsi il prima possibile”. Dall’incontro, pare emergere, saranno possibili alcune modifiche al provvedimento di blocco. Ci sarebbero pressioni in questo senso anche da forze politiche che sostengono la giunta.

L’amministrazione comunale, spiega una nota del Comune, ha cominciato nel 2003 ad annunciare che uno degli obiettivi per ridurre l’inquinamento era quello di limitare in modo graduale la circolazione dei mezzi più inquinanti senza ricorrere a provvedimenti «d’urgenza» ma impostando un programma preciso e a tappe che fin da subito prevedeva il divieto di circolazione alle auto e motorini inquinanti Euro 0 entro il 2006. “Si tratta – ha aggiunto Bevilacqua – dell’esito di un lavoro che prosegue da tempo e che segue le indicazioni che ci arrivano dall’Unione europea”. Nel corso dell’incontro con i cittadini l’assessore ha parlato anche degli incentivi già confermati per il 2006 che consistono in 300 euro per i mezzi Euro 0 che verranno trasformati a gpl o metano. “Dal primo gennaio il Comune di Firenze si impegna a dare l’incentivo a coloro che presenteranno la fattura della trasformazione anche se le risorse regionali saranno disponibili nei prossimi mesi”.

Sulla vicenda sono intervenuti anche alcuni consiglieri comunali. Marco Carrai e Francesco Ricci della Margherita parlano di “grande imbarazzo” per l’entrata in vigore della delibera, soprattutto per il fatto che “non si sono studiate adeguate contromisure per rendere questa scelta il meno discriminatoria possibile” e propongono una “sospensione di qualche mese del provvedimento”. Il consigliere di Forza Italia Massimo Pieri sostiene invece che “alla luce di ricerche di Arpat, Aci e Legambiente del 2005 il blocco parziale del traffico è quasi ininfluente per la diminuzione dell’ inquinamento atmosferico”. “In compenso – precisa – i disagi per le persone e per l’economia sono ingenti”.

“E’ necessario un approfondimento tecnico per capire la reale portata del provvedimento in vigore dal primo gennaio, sia in termini di qualità dell’aria sia in termini di ripercussioni economiche sui cittadini – dichiarano Marco Stella e Jacopo Bianchi (Forza Italia) e Stefano Alessandri (Alleanza nazionale) – i dati degli utenti interessati dal provvedimento non sono ancora certi, si parla di un numero di autovetture compreso tra 15 mila e 30 mila, mentre dai 3000 ai 5000 sarebbero i ciclomotori. E’ necessario inoltre considerare anche il fatto che molti proprietari dei veicoli colpiti dall’ordinanza hanno già pagato il bollo e l’assicurazione: come potranno essere rimborsati dei soldi spesi?” “E’ infine necessario – hanno concluso Stella, Bianchi e Alessandri – che al più presto il Comune si doti di un piano urbano della mobilità. Si tratta di uno strumento che aiuterà l’amministrazione nella battaglia contro lo smog. In attesa di tutto ciò e di un consiglio comunale monotematico sull’inquinamento deve essere sospesa l’ordinanza sul blocco degli euro 0. Solo così bloccheremo la raccolta di firme per il referendum”.

“Nel provvedimento ci sono profili di incostituzionalità che potrebbero far scattare una valanga di ricorsi – ha affermato la consigliera di Forza Italia Bianca Maria Giocoli – ci sono Comuni, come Bolzano, che applicano tale provvedimento in maniera più flessibile, altri che non lo applicano proprio. Dunque viene meno il principio costituzionale, previsto dall’articolo 3, dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, in quanto con la stessa tipologia di mezzi gli abitanti di Firenze sono discriminati rispetto a quelli di altri città. Ma potrebbe anche essere leso – ha aggiunto – il diritto alla libera circolazione, garantito dall’articolo 16 della Costituzione, perché se è vero che la salute è dei principali beni da tutelare è anche vero che, alla luce di vari studi e ricerche, non è dimostrato scientificamente ed una volta per tutte che blocchi di questo tipo possano influenzare in maniera determinante e significativa l’inquinamento atmosferico”. “Non va poi dimenticato – ha concluso – che alcuni partiti importanti della stessa maggioranza di centrosinistra sembrano aver preso le distanze dalle scelte ‘pasradan’ dell’assessore all’ambiente Claudio Del Lungo”.

Marcia indietro del Comune di FirenzeDopo le proteste il Comune di Firenze ha fatto una parziale marcia indietro, prevedendo tutta una serie di deroghe per i primi sei mesi.

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