Toscana

Una cabina di regia per il nuovo welfare

di Simone PitossiCostituire una «cabina di regia» per dar vita a un nuovo modello di Welfare. È l’obiettivo di un protocollo di intesa sottoscritto a Firenze da Confcooperative Toscana, Acli toscane, Cisl regionale e Confederazione Nazionale Misericordie. Il protocollo prevede di attivare sinergie ed avviare gruppi di lavoro su Welfare e impresa sociale, creando anche una vera e propria «cabina di regia» per definire le priorità di intervento e individuare le modalità per il raggiungimento degli obiettivi. «Partendo dai nostri valori comuni – spiega il presidente di Confcooperative Toscana Gianfranco Tilli – abbiamo deciso di iniziare un percorso comune, che ci vedrà collaborare per elaborare risposte adeguate ai problemi derivanti dalle nuove forme di marginalità e da una crescente frammentazione sociale». Per le quattro associazioni protagoniste di questa iniziativa parlano i numeri. Le Acli possono contare su 31 mila soci e 270 circoli, la Cisl su 225 mila iscritti, Confcooperative su 1057 cooperative e quasi 133 mila soci con 28 addetti, le Misericordie su 400 mila iscritti.

A spiegare le ragioni della nascita di questo protocollo è Rossella Bugiani , dirigente Cisl. «Il protocollo – spiega – scaturisce dallo scenario sociale toscano che è cambiato radicamente negli ultimi anni. Una popolazione anziana che aumenta, le nascite che diminuiscono, l’emergere di nuove povertà come le famiglie monogenitoriali che trovano grosse difficoltà ad arrivare a fine mese, la non autosufficienza che diventa un problema a cui si devono dare delle risposte in modo prioritario». In questo quadro allora ecco nascere l’esigenza di una cabina di regia per raggiungere gli obiettivi prefissati e soprattutto per fare sinergia.

«Si tratta di un nuovo organismo – sottolinea il presidente della Confraternita delle Misericordie Gianfranco Gambelli – tra associazioni che hanno le stesse radici culturali e anche confessionali. Per fare bene le cose, bisogna pensarle bene e i bisogni attuali sono tanti. Per questo è necessaria una cabina di regia che coordini gli interventi. E poi, le risorse a disposizione delle istituzioni si stanno sgonfiando, per questo il terzo settore e il volontariato devono agire e portare il loro contributo. Anche se, dobbiamo sottolinearlo, non siamo la ruota di scorta delle istituzioni o manovalanza a basso costo. Il nostro intervento è sussidiario alle istituzioni».

Ma all’orizzonte di questo accordo c’è anche un convegno su impresa sociale e nuovo modello di welfare – previsto per la primavera del 2006 – che dovrebbe servire ad aprire in Toscana un dibattito sul tema.

«Vogliamo dare in nostro contributo – spiega il presidente delle Acli regionali Paolo Martelloni – per costruire un welfare diverso. Fino ad ora gli interventi sono stati settoriali: il sistema deve essere rivisto con un modello completo e organico. Con i nostri sportelli, con il volontariato, con l’attività quotidiana abbiamo sottomano tutte le difficoltà affrontate da molte persone e famiglie della nostra regione. In questo senso vorremmo dare un contributo concreto partendo dai problemi della gente. Molto spesso si fanno leggi e interventi sulla filosofia delle cose. Noi invece vorremmo dare un senso concreto al nostro intervento. E in più questa è un’iniziativa originale: trovare le ragioni dello stare insieme invece di coltivare ognuno il proprio orticello». «Le imprese sociali – conclude Tilli – servono a definire il quadro nel quale il volontariato può operare. La speranza è che venga promulgata quanto prima la legge regionale sulle imprese sociali».