Toscana
Mcl: «Cristiani nella società come minoranza creativa»
Dunque, il lavoro «chiave essenziale». A partire da qui si snoda una visione cristiana, operando una lettura realistica del mondo si percepisce una crescente precarietà lavorativa, che costituisce un problema complesso del tempo. Il lavoro è un valore, è il segno di una persona operante in una comunità. La descrizione biblica della creazione, insegna che l’uomo, lavorando deve imitare Dio, suo Creatore, perchè porta in sè il singolare elemento della somiglianza con lui. Dio ha stampato nel cuore dell’uomo la vocazione al lavoro, un lavoro che «sia per l’uomo» e non l’uomo «per il lavoro».
Santificare se stessi con il lavoro sta nello scoprire qualcosa di divino che si trova nel cuore dell’attività lavorativa, cioè non avere una visione utilitaristica di questo, volendo confrontarsi sistematicamente col successo e la ricchezza. Santificare gli altri attraverso il lavoro significa aprirlo alla sua valenza relazionale tra gli uomini, svolgendo correttamente il proprio operato e ciò si traduce in aiuto concreto per il prossimo. La dottrina sociale cattolica costituisce una bussola per l’orientamento in un concreto orizzonte che può ispirare le pratiche del lavoro del nostro tempo.
Il nuovo presidente regionale Federico Gorbi, giovane pistoiese, è entusiasta del nuovo incarico. Ed ha chiari quali siano gli obiettivi che si pone per il futuro il Mcl. « È mia intenzione spiega condurre una serie di incontri utilizzando docenti universitari, e varie altre risorse per informare, formare, educare i soci Mcl, su un’unica tematica itinerando per le varie province. Sul lavoro servono uomini e donne capaci di creare nuovo progresso, sorge la necessità di riscoprire il valore della persona umana, partire da questa, cercare una formazione continua con le aziende le quali non devono perseguire solo fini economici ma devono anche salvaguardare i lavoratori tenendo conto della loro dignità. Bisogna conciliare i ritmi del lavoro col tempo da dedicare agli affetti familiari, un lavoro che non permette di vivere in famiglia è il cancro vero della società odierna. L’unità è un altro elemento su cui fonderò il mio operato: credo sia essenziale un dialogo costante con la Chiesa e con i movimenti che operano nelle varie realtà, con seminari che mettono al centro l’ascolto e la condivisione della Parola di Dio».
E allora, come incidere nella società contemporanea? Gorbi non ha dubbi: «È una società diversa dal passato, multietnica, multiculturale. È cambiata la laicità: nei luoghi nei quali si è sempre prodotta la cultura cristiana c’è un vuoto, le associazioni possono colmarlo formando i giovani, perchè il rischio che corriamo è grande, e grande è la mancanza di spazio per i valori. Quando si parla di eutanasia, di nascituro scomodo, non possiamo stare in silenzio. I cattolici debbono, in modo unitario, maturare il loro impegno, elevandolo. L’augurio è che il Movimento cristiano lavoratori possa essere lievito che fa crescere una nuova consapevolezza, tornando ad avere amore per la propria società. Prendo spunto infine da una frase pronunciata dal cardinale Ratzinger prima di diventare papa, il destino di una società dipende dalle minoranze creative, i cristiani hanno il compito di essere minoranze creative capaci di cambiare le sorti del mondo, dando voce alle proprie idee».
Borri infine, passando il mandato di presidente al suo stretto collaboratore, ha esortato tutti a continuare con dinamismo l’impegno all’interno del Mcl. «Un richiamo lo dobbiamo fare a noi, dobbiamo stare attenti a ciò che avviene intorno, presidiando il dibattito politico, con coraggio, senza cedere mai alla tentazione del disimpegno. Il ruolo del Mcl deve essere, di proposta attiva, anche di contrasto se necessario e non solo di testimonianza, sempre nella consapevolezza che tale ruolo non si può soltanto rivendicare ma deve essere ricostruito con l’azione concreta quotidiana. Il cardinale Martino ospite del prossimo congresso nazionale Mcl del 2, 3 e 4 dicembre ha fatto questo invito ai giovani riuniti a Colonia per la Giornata mondiale della gioventù: «Operate per la pace, una cultura, un’economia, e una politica aperte alla solidarietà. Un richiamo alla testimonianza e all’impegno per far fruttare i talenti che ci sono stati donati. È la vita che viviamo conclude Borri che ci interpella, tutti quanti, laici e non, per lo sviluppo di un cammino culturale di ascolto delle coscienze».