Toscana
Tornano gli scontri nella terra dei litigi
Lo si è visto, in questi stessi giorni, con le polemiche relative al piano di coltivazione della cava delle Cervaiole, presso il Monte Altissimo, cui la giunta esecutiva del Parco delle Apuane ha puntualmente replicato ribadendo «pieno sostegno e fiducia al presidente Nardini e al suo operato». «Vorremmo, e crediamo lo vogliano anche i responsabili della Cgil e delle categorie imprenditoriali si legge nella lunga nota diffusa in proposito che il benessere sociale fosse finalmente strettamente connesso ad un uso parsimonioso, intelligente e redditizio delle risorse di questo territorio. Risorse che sono marmi pregiati ma anche acque in abbondanza, biodiversità, paesaggio, prodotti tipici. Risorse che stanno facendo crescere un’economia aggiuntiva all’estrazione del marmo che già oggi vede crescere aziende turistiche che si consorziano, che vede crescere i flussi di presenze in controtendenza con quanto sta succedendo sulla costa, che vede la riscoperta della ruralità affrontata con gli strumenti della modernità, cioè del rinnovamento tecnologico per faticare meno e con l’innovazione di prodotto per assecondare i cambiamenti dei gusti. A quanti sono finora intervenuti tutto questo non ha creato occasione di riflessione o di proposte. Ognuno, strumentalmente, ha posto il problema nella maniera più drammatica: giù il pizzo delle Cervaiole o altrimenti l’azienda interessata licenzierà e ridimensionerà i suoi progetti di investimento». Ma il problema, continua la giunta, è altrove, ad esempio nell’abbandono, da parte di molte aziende, della filiera completa della lavorazione del marmo sul territorio. Quindi «non sarà il Parco a far licenziare i lavoratori o a mettere in difficoltà le aziende serie e attente anche ai problemi occupazionali e ambientali».
D’altra parte, nonostante le difficoltà derivanti dalla mancata approvazione del «Piano del Parco» da parte degli enti territoriali interessati, le potenzialità economiche non necessariamente alternative ma integrative rispetto al settore lapideo sono sempre più evidenti. Lo si vede con l’Antro del Corchia, lo si è visto con le feste del Solstizio d’estate incentrate su Pruno e Volegno, lo si vedrà nel resto dell’estate con le altre proposte e manifestazioni che culmineranno ad agosto con la seconda edizione della festa di Careggine. L’unica cosa da evitare, dunque, è proprio il ritorno della contrapposizione frontale tra ambiente e mondo del marmo. Un confronto serio e sereno è l’unica strada possibile, certo non facile in questa terra che troppo spesso ha dimostrato di essere la più litigiosa della Toscana. Cosa che, a ben guardare, le sta costando non poco in termini di sviluppo sostenibile.