Toscana
In difesa del passo rubato
Domenica 26, al Passo della Focolaccia, saliranno in tanti, sia dal versante garfagnino che da quello massese. Lo faranno per chiedere ancora una volta l’immediata cessazione dell’attività di cava e l’attuazione di un adeguato progetto di recupero ambientale. Tra le associazioni partecipanti, le varie sezioni del Cai della zona (non solo toscane, ma anche emiliane e liguri), Legambiente Lunigiana, Wwf Massa, Comitato Sos Apuane e tante altre, ma tutti coloro che hanno a cuore la sorte di queste montagne non faranno certo mancare il proprio appoggio, anche se il caldo di questi giorni dovesse rendere ardua la salita. L’appuntamento è per mezzogiorno. Lo stesso Parco delle Alpi Apuane, che festeggia il proprio ventennale e che cinque anni fa fu accusato, assieme ai comuni di Minucciano e di Massa, di aver rilasciato le autorizzazioni, si annuncia stavolta in prima linea. «Abbiamo aderito alla manifestazione», ha confermato infatti il presidente Giuseppe Nardini. Ed ha aggiunto: «Come Parco dobbiamo riconoscere che l’attività della cava in questione ha portato a uno sbasso di 50 metri del passo della Focolaccia e che attualmente sta creando notevole disagio a chi deve transitare da quella zona, senza considerare tutti i problemi legati all’escavazione e all’impatto ambientale. Nel Piano per il Parco, che purtroppo non riusciamo a far approvare (manca ancora sia il parere sul regolamento da parte della Comunità del Parco che l’ intesa con le province sulle aree contigue) c’è la risposta al problema: la cava per il Parco è in via di dismissione, l’autorizzazione all’escavo arriva fino al 2008 dopodiché per la cava si profila la chiusura; rimangono da affrontare alcune problematiche di cui il Comune di Minucciano ci investe come l’eventuale mancato introito di circa 100 mila euro derivanti dall’applicazione della tassa sul marmo che servono a completare il bilancio di quel Comune, un’entrata importante a cui Minucciano non intende rinunciare, e tutti i problemi occupazionali che ne derivano». L’appello, quindi, è «sia alla Regione che alla Provincia e al Comune di Minucciano perché, assieme al Parco, vogliano farsi carico di trovare le risorse per risolvere i suddetti problemi». Se ci riuscissero in tempi brevi, per il Parco sarebbe davvero il modo migliore di celebrare il ventennale con qualcosa di concreto.