Toscana

Elezioni: primarie da record, nessuno (o quasi) le userà

di Simone PitossiUn record dopo un altro. La Toscana (politica) non si accontenta. E così raddoppia. Infatti, a dicembre la nostra regione è stata la prima in Italia a varare una legge sulle «primarie». Cosa sono le primarie? È il metodo di pre–selezione dei candidati alle elezioni scelto dagli Stati Uniti. Ovvero i cittadini (iscritti o no al partito) scelgono prima i candidati che entraranno nelle liste elettorali regionali. In Toscana è stata la «merce» di scambio per arrivare all’abolizione del voto di preferenza garantito dal patto tra Ds, Forza Italia e An. Questo è il primo record, diventato legge a dicembre. Il secondo – non ancora definitivo ma vicino al taglio del traguardo – è che nessuno (o quasi) si avvarrà di questa opportunità che, infatti, non è obbligatoria. E così il prossimo 10 febbraio – giorno stabilito dalla Regione – saranno in pochi a scegliere i candidati che gareggeranno alle elezioni regionali del 3 aprile.

E allora vediamo cosa stabilisce la legge regionale in materia di primarie. Innanzitutto, come già detto, si tratterà di consultazioni facoltative. In pratica, le forze politiche non saranno obbligate a seguire questa strada e nemmeno i risultati. È comunque prevista una commissione di garanzia che potrà multare con 5 mila euro le liste che, dopo aver scelto le primarie, non ne rispettino l’esito. Le forze politiche (partiti o coalizioni) potranno scegliere le primarie cosiddette chiuse (per una certa lista può votare solo chi è iscritto ad un particolare albo depositato in Regione dalla lista stessa) o aperte (può partecipare chiunque si presenti al seggio). L’elettore si recherà alle urne (che saranno locali pubblici, come scuole e sedi comunali), chiederà la scheda della forza politica per cui intende votare alle elezioni regionali e farà la crocetta su uno solo dei nomi presenti nell’elenco dei candidati. All’uscita dal seggio, il nome dell’elettore sarà appuntato su un elenco regionale, per impedire ad una stessa persona di votare più volte e magari per più partiti. Nel caso in cui, oltre ai candidati consiglieri, si dovessero scegliere i candidati per la presidenza della Regione, le schede che un elettore dovrà prendere saranno due.

Solo i Ds si sono già attrezzati per questo meccanismo e hanno messo in moto la possente macchina organizzativa. La dirigenza del partito ha stabilito però delle primarie che prevedono uno sbarramento alla presentazione dei candidati. Infatti solo gli organismi dirigenti regionali e territoriali del partito possono presentare candidature che entrano direttamente nella lista delle primarie. Gli iscritti per poter presentare un candidato devono invece superare una soglia di sbarramento stabilita nello 0,5% dei voti ottenuti dai Ds alle politiche del 2001 in quella circoscrizione. Le firme degli iscritti necessarie devono quindi essere: 329 per Arezzo, 233 per l’empolese–Val d’Elsa, 941 per Firenze, 212 per Grosseto, 337 per Livorno, 120 per Lucca, 143 per Massa Carrara, 117 per Piombino–Val di Cornia–Elba, 413 per Pisa, 287 per Pistoia, 235 per Prato, 386 per Siena, 99 per la Versilia. E gli altri partiti? Un dubbio c’è ancora per la Margherita che deciderà ufficialmente il 17 gennaio durante l’assemblea regionale. Tutti gli altri ne faranno a meno e faranno decidere le segreterie dei partiti con «consultazioni interne» o con apposite commissioni elettorali.

La scheda: Negli anni ’60 ci provò la DcLa Toscana non è nuova all’esperienza delle primarie: alla fine degli anni ’60 furono adottate nella Democrazia cristiana (specie nella circoscrizione Firenze–Pistoia) per la designazione dei candidati alle elezioni del Senato e della Camera. I seggi furono aperti di domenica nelle sezioni del partito dove votarono solo gli iscritti. Si ignorano i risultati, l’esperimento, comunque, non fu ripetuto. Negli Stati Uniti, la «patria» delle primarie, sono organizzate e disciplinate dai singoli Stati allo scopo di nominare i candidati di un partito alle elezioni vere e proprie. Sono dette «chiuse» le primarie in cui possono votare gli iscritti al partito; «aperte» quelle in cui possono votare tutti gli elettori senza dover dichiarare la propria appartenenza a un partito. Le primarie chiuse possono essere a loro volta dirette, quando gli elettori scelgono direttamente i candidati; indirette, quando gli elettori votano i delegati che hanno il compito di scegliere i candidati a una convenzione. Le primarie presidenziali sono in molti casi indirette e hanno lo scopo di inviare i delegati a una convenzione. Inoltre, sono adottate anche per la designazione dei candidati alla Camera e al Senato. Per altre elezioni vigono le leggi adottate dai singoli Stati. Introdotte all’inizio del secolo ventesimo, le primarie furono adottate come il sistema che avrebbe dovuto ridurre l’influenza dei notabili nelle scelte dei partiti.E.C.