Vita Chiesa

XX GMG: BENEDETTO XVI ALLA SINAGOGA DI COLONIA RICORDA LA TRAGEDIA DELLA SHOAH E LA SPERANZA DEL CONCILIO

“Nel tempo più buio della storia tedesca ed europea, una folle ideologia razzista di matrice neopagana, fu all’origine del tentativo, progettato e sistematicamente messo in atto dal regime, di sterminare l’ebraismo europeo: si ebbe allora quella che è passata alla storia come la Shoah”. Benedetto XVI nella visita di questa mattina alla Sinagoga di Colonia (testo integrale del discorso) ha voluto subito ricordare la tragedia che si consumò in Germania nel secolo scorso “perché non si riconosceva più la santità di Dio e per questo si calpestava anche la sacralità della vita umana”. “Un crimine inaudito e fino a quel momento anche inimmaginabile”, lo ha definito il Papa che, fatte proprie le parole di Giovanni Paolo II per il 60° anniversario della liberazione di Auschwitz, dove “milioni di ebrei – uomini,donne e bambini – sono stati fatti morire nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori”, ha aggiunto: “Chino il capo davanti a tutti coloro che hanno sperimentato questa manifestazione del mysterium iniquitatis”. E ancora richiamandosi al suo predecessore, Benedetto XVI ha ricordato la visita che questi fece il 17 novembre 1980 a Magonza, nel suo primo viaggio in Germania, al Comitato centrale ebraico e alla Conferenza rabbinica.

Citando poi un brano della Dichiarazione conciliare ”Nostra Aetate” (di cui quest’anno ricorre il 40mo anniversario), Benedetto XVI ha ricordato che la Chiesa cattolica “esecra come contraria alla volontà di Cristo qualsiasi discriminazione tra gli uomini” ed é “consapevole” del suo dovere di trasmettere questa dottrina alle nuove generazioni. “È un compito di speciale importanza – ha proseguito il Papa – in quanto oggi purtroppo emergono nuovamente segni di antisemitismo e si manifestano varie forme di ostilità generalizzata verso gli stranieri. Come non vedere in ciò un motivo di preoccupazione e di vigilanza? La Chiesa cattolica si impegna – lo riaffermo anche in questa circostanza – per la tolleranza, il rispetto, l’amicizia e la pace tra tutti i popoli, le culture e le religioni”.

Se nei quarant’anni della “Nostra Aetate” molto é stato fatto per “il miglioramento e l’approfondimento dei rapporti tra ebrei e cristiani”, “resta però ancora molto da fare. Dobbiamo conoscerci di più e molto meglio. Perciò incoraggio un dialogo sincero e fiducioso tra ebrei e cristiani: solo così sarà possibile giungere ad un’interpretazione condivisa su questioni storiche ancora discusse e, soprattutto, fare passi avanti nella valutazione dal punto di vista teologico, del rapporto tra ebraismo e cristianesimo”.

“Lei é Pontefice, costruttore di ponti tra le religioni e con questo titolo voglio sottolineare che qui visita una Sinagoga che il suo predecessore con la visita alla Sinagoga di Roma ha già iniziato”. Con questo saluto Abraham Lehrer, membro del Consiglio della Comunità ebraica di Colonia, aveva accolto Papa Benedetto XVI nella Sinagoga della città. “Lei come Pontefice – ha detto Lehrer – si assume una responsabilità particolare nei rapporti con gli ebrei perché i suoi gesti sono di modello per tutta la Chiesa e spero che il suo comportamento modelli tutta la Chiesa dall’alto in basso per combattere così l’antisemitismo. Vediamo in Lei non solo il Papa di tutti i cattolici ma una persona che ha presente la responsabilità storica. Nel 1998 – ha aggiunto Lehrer – ha fatto un’apertura degli archivi della Congregazione e per noi l’apertura completa degli archivi del Vaticano sarebbe di grande importanza, per tutte le parti”.Sir

I discorsi per la XX Gmg a Colonia