I matrimoni misti “sono una chance per il dialogo ecumenico e interreligioso, ma anche un luogo problematico”. È quanto emerso a conclusione dell’ottavo incontro annuale dei presidenti delle Conferenze episcopali del Sud-Est Europa, svoltosi a Sofia (Bulgaria) dal 28 febbraio fino a ieri sul tema “La preparazione dei fidanzati e l’accompagnamento spirituale degli sposi” per iniziativa del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee). Il comunicato finale, approvato dai vescovi e diffuso al termine dei lavori, parte dal riconoscimento di opportunità e rischi, di fronte ai quali è stato deciso “di approfondire il tema”. Tali matrimoni, infatti, “sono una realtà nella regione del Sud-Est Europa, ma si vanno diffondendo in tutti i Paesi europei per il fenomeno migratorio”. Tra i rischi individuati dai presuli, “per i matrimoni tra cattolici e ortodossi o protestanti, pur essendoci la base comune della fede cristiana, manca una medesima visione teologica sulla sacramentalità del matrimonio”. Quando invece uno dei coniugi non è cristiano, si può arrivare “alla perdita della fede”, “all’indifferentismo religioso”, o ancora vi possono essere “imposizioni che cadono spesso sulla donna”, “l’isolamento dal proprio gruppo etnico”, la “perdita d’identità” e il “disorientamento per l’educazione dei figli”. La “ricetta” individuata, facendo tesoro delle esperienze esistenti nei singoli Paesi, passa attraverso un’opportuna preparazione dei fidanzati, ma “il fatto decisivo” è “l’accompagnamento degli sposi”. “Dobbiamo costituire nuclei familiari che siano a loro volta evangelizzatori”, spiega al Sir mons. Aldo Giordano, segretario del Ccee, sottolineando l’importanza di “creare reti tra le famiglie”, aiutandole con “sacerdoti preparati nella pastorale familiare”. È poi necessario, secondo mons. Giordano, “dare spazio a quei movimenti e alle nuove comunità che hanno tra i propri carismi quello di aggregare le famiglie”, come pure “usufruire dei santuari che offrono la possibilità di pellegrinaggio, sacramento di riconciliazione, Eucaristia, rosario, direzione spirituale, incontro”, in una tradizione che “tiene viva la famiglia”. Per aiutare operatori pastorali e coppie, sarà messa a loro disposizione una guida con gli orientamenti di fondo nel caso di matrimoni misti, la cui approvazione da parte dei vescovi del Sud-Est Europa dovrebbe avvenire nella prossima sessione di lavori, che si terrà in Anatolia (Turchia) dal 3 all’8 marzo 2009.Sir