Toscana
60° LIBERAZIONE, CONVEGNO IN CONSIGLIO REGIONALE
Il Consiglio regionale della Toscana ha scelto il 13 gennaio per ricordare con un convegno, un documentario e una cerimonia solenne al cimitero monumentale di Fiesole (Fi) il contributo fondamentale delle molte nazionalità che nel secondo conflitto mondiale combatterono nelle forze armate alleate, liberando l’Italia dai nazisti. “I popoli per la liberazione” si apre alle ore 9.30 con un convegno all’Istituto Geografico Militare di Firenze, introdotto da Enrico Cecchetti, vicepresidente del Consiglio regionale toscano e Mariella Zoppi, assessore regionale alla Cultura. All’evento intervengono gli studiosi Nicola Labanca e Daria Frezza, dell’Università di Siena, Gianpaolo Calchi Novati, dell’Università di Pavia e Gianni Sofri, dell’Università di Bologna.
“Questa giornata è dedicata, oltre che alla memoria dei militari Usa, inglesi e francesi, ai militari di molte nazionalità che spesso, dopo la guerra, si costituirono in Stati compiutamente autonomi e indipendenti: dall’Algeria all’Australia, dal Brasile al Canada, dall’India al Marocco, dalla Nuova Zelanda al Senegal, dal Sud Africa alla Tunisia”, ha dichiarato Cecchetti.
Nel tragico inverno 1944-45 alcuni comuni delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia rimangono ancora sotto il giogo nazi-fascista, per essere liberati solo nell’aprile del ’45, quando l’esercito tedesco si arrende in massa alle truppe anglo-americane. Nella lunga risalita della penisola fino alla Linea Gotica sono più di 51mila i soldati alleati che non faranno più ritorno alle loro case, situate, in molti casi, a migliaia di chilometri dall’Italia e dalla Toscana.
Molti di questi riposano o vengono ricordati nei cimiteri militari lungo la Penisola. In Toscana sono migliaia le lapidi del cimitero militare Usa dei Falciani (Fi) e dei sacrari del Commonwealth di Fiesole (Fi), Arezzo e Foiano della Chiana, dove a fianco degli inglesi sono seppelliti neozelandesi, sudafricani, australiani, indiani e canadesi. (cs-ac)