Vita Chiesa
Mass media: se la verità è una merce
Quante volte, purtroppo, è proprio un quotidiano a render vera una triste realtà. Un caso per tutti: per far capire che una persona rapita è ancora viva la si fotografa con un quotidiano in mano. Qualcuno potrebbe definirmi un ingenuo, uno che ancora non ha capito. Capire cosa? Che i giornali prostituiscono la verità all’economia e tradiscono la realtà con il guadagno.
Ma lo fanno tutti? Lo fanno anche le reti televisive? Dunque allora: se leggo e vedo, rischio di essere preso in giro, ma se non leggo e non vedo rischio di essere fuori dal mondo.
Personalmente preferisco vivere in questo mondo, anche perché all’uomo rimane sempre la forza della ragione e la luce della fede.
«Speciali doveri morali incombono sui giornalisti: è evidente, infatti, quali e quanti grandi responsabilità li riguardino nell’evolversi della società odierna, avendo essi la possibilità di indirizzare al bene o al male l’umanità con le loro informazioni e pressioni. Dovranno regolare i propri interessi economici in modo da evitare ogni opposizione al bene comune». Questo afferma la Chiesa in un documento del Concilio parlando dei mezzi di comunicazione. Tenuto conto che la verità come tanti altri valori, utili e necessari al bene comune, sono ormai ridotti a prodotto, a merce di scambio, sono pronto anche a sentirmi dire che queste parole della Chiesa sono scadute.
