Vita Chiesa

Mass media: se la verità è una merce

DI DON FRANCESCO SENSINI«Scagionata la giovane madre: non è un’ assassina. La piccola, ha accertato l’autopsia, è morta per cause naturali». Finalmente la verità. Lo sapevo: trionfa sempre… viene sempre a galla. E dovrei essere felice e contento. Invece mi sento disorientato. Non dovrei, ma provo solo rabbia. Quando ho letto la prima volta la notizia ho creduto a quello che mi veniva detto: una giovane madre di 17 anni accusata di avere ucciso volontariamente la figlia Valentina, di appena 5 mesi. Questa notizia ha provocato nella mia mente e nel mio animo una serie di considerazioni sulla solitudine della donna, sull’innocenza della figlia, sulla maturità delle madri, sulla superficialità dei genitori, sulla famiglia, sulla pedofilia…. Non ho semplicemente letto un fatto, ma ho cercato di renderlo, almeno per me, occasione di crescita e di maturazione. Dopo due giorni, mi si dice, e io di nuovo leggo: «libera la mamma. La bimba non presenta alcuna traccia di violenza era solo affetta da broncopolmonite. Inoltre la bambina, se pur leggermente sottopeso, era pulita e ben vestita». Tutto questo mi fa capire che la mia crescita e la mia maturazione non sono vere, sono state semplicemente una illusioneEcco la cosa che mi fa arrabbiare: essere preso in giro. Ecco perché non ho esultato di fronte alla verità. Che sia un peccato, magari solo veniale, credere a quello che scrivono i giornali? e per il giornale dei cattolici vale la stessa cosa?

Quante volte, purtroppo, è proprio un quotidiano a render vera una triste realtà. Un caso per tutti: per far capire che una persona rapita è ancora viva la si fotografa con un quotidiano in mano. Qualcuno potrebbe definirmi un ingenuo, uno che ancora non ha capito. Capire cosa? Che i giornali prostituiscono la verità all’economia e tradiscono la realtà con il guadagno.

Ma lo fanno tutti? Lo fanno anche le reti televisive? Dunque allora: se leggo e vedo, rischio di essere preso in giro, ma se non leggo e non vedo rischio di essere fuori dal mondo.

Personalmente preferisco vivere in questo mondo, anche perché all’uomo rimane sempre la forza della ragione e la luce della fede.

«Speciali doveri morali incombono sui giornalisti: è evidente, infatti, quali e quanti grandi responsabilità li riguardino nell’evolversi della società odierna, avendo essi la possibilità di indirizzare al bene o al male l’umanità con le loro informazioni e pressioni. Dovranno regolare i propri interessi economici in modo da evitare ogni opposizione al bene comune». Questo afferma la Chiesa in un documento del Concilio parlando dei mezzi di comunicazione. Tenuto conto che la verità come tanti altri valori, utili e necessari al bene comune, sono ormai ridotti a prodotto, a merce di scambio, sono pronto anche a sentirmi dire che queste parole della Chiesa sono scadute.