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Rubrica: Risponde il teologo

6 Aprile 2004

Maria di Magdala trova Gesù

di Archivio Notizie

DI BENITO MARCONCINIMaria, non identificabile con la sorella di Lazzaro, originaria del paese di Magdala a nord ovest di Tiberiade, è nominata per prima tra le donne presenti al momento della crocifissione e della risurrezione secondo i sinottici. L’evangelista Giovanni invece concentra in lei la presenza femminile (Gv 20,1-2.11-18), considera Maria «testimone della risurrezione» anche se non figura tra i sei gruppi di persone alle quali è apparso il Signore (1 Cor 15,5-11), perché le donne non erano allora abilitate a testimoniare giuridicamente. Essa giunge al sepolcro da sola, quando era ancora buio, interpreta la tomba aperta come trafugamento di cadavere, piange: questo verbo è presente quattro volte in pochi versetti. L’evangelista non menziona il motivo della visita al sepolcro: il semplice slancio del cuore, assieme all’attaccamento a colui che ha visto morire è quanto emerge dal racconto. Sopraffatta dal dolore, in un fugace sguardo non è in grado di cogliere il senso dell’ordine intravisto nella tomba come il sudario ripiegato e scambia degli angeli per persone comuni, ignare delle sue lacrime: «hanno portato via il mio Signore» ripete.

Tutto cambia quando la donna si sente chiamare per nome. Allora esplode la gioia, nasce l’adorazione, spunta la familiarità, brilla la luce, aspetti che i pittori Giotto e Beato Angelico hanno mirabilmente interpretato. Lo scambio iniziale del Risorto con il giardiniere non è un espediente narrativo per drammatizzare l’incontro, ma evidenzia un rapportarsi diverso rispetto a quello umano. Gesù risorto è invisibile eppure vicino, inaccessibile e più intimo della nostra intimità, sta con il Padre e si manifesta a Maria che lo riconosce «Maestro», anzi Rabbuni che aggiunge familiarità tanto profonda quanto Maria Maddalena non aveva neppure sognato.

L’abbraccio a Gesù, un tempo erroneamente tradotto sulla base della Volgata «Noli me tangere» («Non mi toccare») come proibizione di un gesto inopportuno di adorazione e di affetto riconoscente, è interrotto dall’urgenza di annunciare il Risorto («Ho visto il Signore») nella certezza che la mutua presenza si sarebbe realizzata da ora pienamente attraverso lo Spirito. Maria Maddalena la cui sofferenza si è cambiata in gioia, assume il volto della donna del Cantico dei Cantici. «La notte… ho cercato l’amore dell’anima mia, l’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi alzerò e percorrerò la città… Avevo appena oltrepassato le guardie quando ho trovato l’amore dell’anima mia. L’ho stretto e non lo lascerò» (Ct 3,1-4). Maria Maddalena cerca un cadavere e trova il Risorto: l’amore autentico trova più di quanto cerca.

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