Eventi: Via Francigena
Una «Via di culture» che rilancia l’Europa minore
La Via Francigena, ormai entrata nell’immaginario collettivo come la principale via di pellegrinaggio, è uno dei più importanti tra i 29 Itinerari Culturali che dal 1987 sono stati riconosciuti dal Consiglio d’Europa.
Mille anni di storia, duemila chilometri attraverso 14 regioni europee, disseminate di eccellenze culturali ed ambientali uniche al mondo, una strada percorsa quest’anno da più di 10.000 persone.
Un successo crescente. Questo perché la Via Francigena mette in risalto l’Europa di provincia, l’Europa rurale, i mille piccoli paesi e territori della cosiddetta «Europa minore», che normalmente si trovano fuori dei circuiti turistici tradizionali e che fanno riscoprire un’identità europea straordinaria, una proposta di turismo sostenibile unica al mondo.
Si apre a questo punto una fase nuova, caratterizzata dall’entrata in campo della Commissione Europa. Per impulso del Vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, che lo ha annunciato anche lo scorso 27 settembre a Bruxelles, in occasione della Giornata Europea del Turismo, e di numerosi Parlamentari, si stanno spalancando le porte alle nuove forme di turismo sostenibile, per rilanciare la competitività del vecchio continente quale destinazione turistica mondiale e promuovere integrazione e sviluppo rurale in differenti regioni d’Europa.
La Via Francigena dice il grande storico francese Jacques Le Goff è essenzialmente una «via di culture» e di dialogo. Lo abbiamo imparato in questi primi 9 anni di vita dell’«Associazione Europea delle Vie Francigene», soggetto referente del Consiglio d’Europa per la tutela e la valorizzazione dell’Itinerario; una Associazione di oltre 100 collettività territoriali (Comuni, Province, Regioni) e di gruppi di volontari europei che si sono messi insieme per dar gambe al progetto: una via e un modello «democratico» in grado di far contare le persone, di farle dialogare fra di loro; di far dialogare le istituzioni (locali, regionali, nazionali ed europee), come sta avvenendo oggi, e le persone con le istituzioni.
È questa infatti la sfida che vogliamo lanciare, noi amministratori impegnati in disegni di promozione territoriale integrata; quando si parla di Via Francigena e di prodotti tipici tradizionali, dobbiamo porre con forza, soprattutto nell’ambito della politica culturale e turistica, una ricerca consapevole di linea strategica precisa, che abbia la dimensione del domani, del possibile, in sostanza di un futuro che può essere raggiunto.
In questo spirito cercheremo di seminare e di raccogliere insieme.