Eventi: Via Francigena
Altopascio, luogo d’accoglienza per antonomasia
di Luigi Del Tredici
Il 22 luglio del 1990 fu sancito un patto di amicizia tra il Comune di Altopascio e la parrocchia di Saint Jacques du Haut-Pas di Parigi. In quell’occasione, una giornata di studio su «Altopascio. Un grande Centro Ospitaliero nell’Europa Medievale» fece nuova luce sulla prestigiosa funzione di ospitalità che la cittadina toscana assolse nell’età di mezzo e nella prima età moderna.
In quell’incontro, il professor Paolo Caucci von Saucken, ordinario di letteratura spagnola a Perugia, grande esperto di cammini medievali, parlò del pellegrinaggio iacopeo e della sua ininterrotta tradizione, la quale, a suo parere, poteva essere elemento di nuova valorizzazione del tratto italiano della Via Francigena, con la conseguente riscoperta dei luoghi dell’ospitalità.
Fu quella una felice intuizione. Aprì quindi i battenti la foresteria che, da allora, prima episodicamente, oggi ormai quotidianamente, ospita pellegrini e viandanti sulla Via Francigena, secondo una consuetudine di ospitalità povera ma molto funzionale che è divenuta, a sua volta, una nuova tradizione. Tradizione che è stata coltivata ad Altopascio in questi anni tenendo sempre fede ad un principio semplice, ma concreto e preciso: non è possibile, oggi come nel Medioevo, muoversi lungo le strade se non esiste una struttura di accoglienza e di sostegno, o come diremmo oggi di pubblica utilità.
L’accoglienza del pellegrino e del viandante è indubbiamente l’altra faccia del viaggiare. L’Ordine Ospitaliero dei Frati del Tau lo ha fatto in passato, estendendo la propria presenza lungo i principali itinerari europei; ad Altopascio lo si fa ancora con brillanti risultati, dando continuità proprio a quella tradizione. Questo ha voluto dire impegnarsi quotidianamente, da parte dell’Amministrazione Comunale e della struttura del Servizio Cultura e Turismo, nella fatica della gestione concreta di uno spazio.
A rendere ancora più singolare il caso della foresteria altopascese è il fatto che è in tutto e per tutto una struttura del Comune, che ha funzionato in tutte le feste comandate, che non ha mai avuto periodi di ferie, che ha visto più volte i dipendenti del Comune partire all’ora di pranzo da casa o ospitare direttamente i pellegrini; un caso di eccellenza, potremmo dire. Eccellenza che sarà consolidata quando apriranno i nuovi spazi adibiti a foresteria, che saranno ricavati in un suggestivo edificio del centro storico e di cui partirà a breve la ristrutturazione, anche grazie al finanziamento di Regione Toscana nell’ambito del Master Plan Via Francigena.
Questa antica sensibilità sembra essersi rinnovata attraverso una serie di iniziative, sia culturali che pratiche, che hanno dato ad Altopascio, una sorta di primogenitura in Italia fin dai primi anni novanta. È infatti il 18 maggio 1991 che il professor Lino Bertelli, allora presidente della pro loco, inaugurava il Liber Peregrinorum con i primi due illustri ospiti, il professor Paolo Caucci von Saucken e il dottor Robert Plotz, della Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia.
A quelle firme sono seguite negli anni molte altre, con nomi che testimoniano ed evocano momenti importanti della storia del percorso sulla Francigena: da Luigi Grazioli, Piero Amighetti e Giancarlo Corbellini a Jannina Veit Teuten, dai partecipanti al magnifico raduno del 2 settembre 2000 di tutti i pellegrini passati da Altopascio, agli Jubilantes di Ambra Garancini, da Adelaide Trezzini a Monica D’Atti e Franco Cinti. Queste persone sono peraltro soltanto solo una piccola parte di quelle centinaia e ormai migliaia di firme custodite come un vero proprio tesoro di memoria.
Memoria che ha ormai nuovamente individuato Altopascio come il paese dell’accoglienza, «tappa» legittima e inevitabile del peregrinare, tanto da essere ormai di nuovo conosciuto per antonomasia come «lo Spedale». Il Comune di Altopascio è infatti uno dei comuni fondatori di quella che è ormai diventata l’Associazione Europea delle Vie Francigene, che nacque proprio dalla proficua collaborazione, avviata nel 1999, tra Altopascio e Fidenza, al fine di mettere in rete le città italiane che più si erano distinte fino ad allora nella valorizzazione dell’antico cammino della famosissima strada.