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Cei, retrospettiva dal Giubileo a oggi

di Marco Lapi

Per la Via Francigena, il Grande Giubileo del Duemila non è stato un punto di arrivo ma di partenza. Durante l’ultimo Anno Santo non sono ovviamente mancati i pellegrini che hanno raggiunto Roma a piedi, trovando accoglienza soprattutto in parrocchie e comunità religiose, il tutto però senza poter contare su alcuna strutturazione ufficiale, né del percorso né dei punti tappa. All’epoca cercammo di contribuire a orientare chi voleva intraprendere il cammino attraverso la nostra guida «Toscana Romea», diffusa anche tra i soci toscani dell’Automobile Club d’Italia.

Ma ancor prima del Giubileo alcuni pellegrini avevano intrapreso il cammino lungo l’intero itinerario di Sigerico: tra questi è doveroso ricordare il viaggio in 56 tappe intrapreso, tra il 2 luglio e il 21 agosto 1996, da un gruppo internazionale di pellegrini guidato da Luigi Grazioli della «Confraternita dei Romei della Via Francigena» (un’associazione europea fondata addirittura nel 1965 a Sala Baganza, in provincia di Parma) e conclusosi con l’incontro con Giovanni Paolo II in Vaticano. Su quel significativo pellegrinaggio lo stesso Grazioli e Giancarlo Corbellini, direttore de La Rivista del Trekking e coordinatore dell’iniziativa, realizzarono il volume «La Via Francigena», che uscì nel novembre dello stesso anno ad opera della citata Rivista e dell’Editoriale Giorgio Mondadori. Ma l’autentico pioniere dell’itinerario integrale da Canterbury a Roma è senz’altro il toscano Giovanni Caselli che, dopo averne percorso alcuni tratti fin dal 1964, nel 1985 lo coprì per intero effettuandone anche il rilievo e nel 1990, a mille anni dal viaggio dell’arcivescovo di Canterbury, pubblicò una guida d’indubbio interesse.

È tuttavia dal Giubileo a oggi che, sul fronte Francigena, si sono mossi più protagonisti tra cui la stessa Conferenza episcopale italiana, arrivando a promuovere la costituzione dell’associazione Ad Limina Petri di cui ha già scritto il responsabile nazionale don Domenico Poeta nel n. 4 del 30 gennaio 2011. È però interessante ripercorrere le principali tappe che hanno portato a questo passo, riassunte dal Segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, in una lettera inviata un paio d’anni fa ad Antonio Paolucci in qualità di presidente del Comitato sulle antiche vie storiche e di pellegrinaggio, costituito presso il Ministero per i beni e le attività culturali; Comitato di cui era stato da poco chiamato a far parte anche il direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero della stessa Cei, don Mario Lusek. Ci è parso dunque opportuno riportare integralmente, qui di seguito, quanto elencato da mons. Crociata in ordine cronologico.

1. Da sempre associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali tengono desta l’attenzione verso le antiche vie di pellegrinaggio e soprattutto verso la Via Francigena: ben dodici aggregazioni di ispirazione cristiana hanno promosso, percorso e valorizzato questo e altri itinerari.

2. In occasione del Grande Giubileo dell’anno 2000, l’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero stilò una mappatura del fenomeno, individuando in tutta Italia ben trecentotrentaquattro itinerari della fede e del pellegrinaggio.

3. Nell’ottobre 2002 il Servizio Nazionale per la pastorale giovanile varò, insieme all’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero, il Progetto Viator, al fine di offrire tanto ai soggetti pastorali quanto alle agenzia turistiche di ispirazione cristiana un progetto praticabile di itinerari che mettano al servizio della crescita nella fede dei giovani tutti gli elementi presenti in un territorio e consentano di sperimentare secondo modalità nuove il pellegrinaggio a piedi. Su tale base, nell’estate del 2003, sono stati realizzati cinque pellegrinaggi a piedi in Italia, di cui uno, dal 13 al 21 settembre, lungo la Via Francigena da Lucca a Roma.

4. Nel frattempo è stata avviata una serie di iniziative volte a sensibilizzare le comunità cristiane site lungo la Via Francigena:– un’indagine conoscitiva tra le parrocchie, con lo scopo di conoscere e censire i luoghi sacri, le strutture di accoglienza, gli ospitali e le comunità presenti sul territorio;– una serie di pubblicazioni, tra cui spicca quella curata dal MASCI e intitolata La Via Francigena, con informazioni e proposte di carattere spirituale e religioso;– il considerevole aumento di pellegrinaggi a piedi lungo la Via Francigena organizzati da associazioni di ispirazione cristiana;– una serie di stimoli, pubblicazioni, incontri e sollecitazioni promossi dall’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero per favorire la cultura del pellegrinaggio, nell’ottica del progetto culturale della Chiesa in Italia. L’Ufficio ha anche patrocinato alcuni spettacoli e performances teatrali sul tema del pellegrinaggio, organizzati da Jobel Teatro e rappresentati in diverse località italiane.

5. In occasione del quinto centenario della Basilica Papale di San Pietro, si è realizzato dal 19 maggio al 29 giugno 2006 Ad limina Petri, un pellegrinaggio di giovani lungo la Via Francigena da Susa a Roma, con un programma di iniziative nei borghi e nelle città in cui si è sostato e un convegno a Roma a coronamento dell’iniziativa.

6. Nel 2006 le associazioni di ispirazione cristiana hanno favorito il pellegrinaggio lungo la Via Francigena delle Guardie Svizzere da Bellinzona a Roma, a cinquecento anni dalla loro fondazione.

7. Nell’estate 2007 è stata proposta una settimana giovanile sulla Via Francigena, per mantenere aperto il dialogo e la collaborazione con le istituzioni civili e culturali per la tutela e la promozione di una visione e una pratica corretta della Via Francigena ispirate alla natura propriamente religiosa dell’itinerario.

8. Nel novembre 2007 il mio predecessore, S.E. Mons. Giuseppe Betori, inviava una lettera ai Vescovi delle diocesi attraversate dalla Via Francigena per approfondire il discorso già avviato e manifestare l’esigenza di una linea comune delle diverse componenti ecclesiali interessate alle antiche vie di pellegrinaggio.

9. Il 10 gennaio 2008 una Giornata di studio e di riflessione per un progetto comune promossa dall’Ufficio Nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero ha riunito a Siena, sul tema «La Via Francigena: strada d’Europa e delle sue radici cristiane. Una risorsa spirituale, pastorale e culturale», i referenti delle diocesi, delle associazioni e delle confraternite laicali, promuovendo il Coordinamento delle comunità cattoliche lungo la Francigena. Tale coordinamento è diventato anche gruppo di lavoro dell’Ufficio Nazionale sul pellegrinaggio cristiano e sulle vie.

10. Nel novembre 2008, nell’ambito della Borsa del turismo religioso «Aurea», organizzata a Foggia, il Coordinamento e l’Ufficio Nazionale hanno promosso un seminario di studio dal titolo «Arte e fede nelle antiche vie di pellegrinaggio».

Al punto 11, mons. Crociata precisava poi a Paolucci che il gruppo di lavoro stava già assumento la veste di «“Ad limina Petri”. Associazione delle Comunità cattoliche della Francigena» e infine, al punto 12, ricordava la partecipazione del Coordinamento («con uno stand informativo, un workshop e un forum di discussione con il Cardinale Angelo Comastri»), a Josp – Primo festival internazionale del pellegrinaggio, organizzato a Roma dall’Opera Romana Pellegrinaggi dal 15 al 18 gennaio 2009. Una presenza che si è ripetuta anche in occasione della successiva edizione, nel gennaio 2010 (la terza è in programma per i primi del prossimo giugno). Per quanto riguarda invece il periodo più recente di Ad Limina Petri (che venerdì 25 marzo festeggerà il primo anno dalla sua costituzione ufficiale), ne scrive brevemente don Domenico Poeta nel box al centro della pagina.

Tempi lunghi, ma ne vale la penaIl 26 ottobre 2010 a Roma, presso l’Ufficio nazionale per la pastorale del turismo, sport e tempo libero della Conferenza episcopale italiana, si è svolto un importante incontro fortemente voluto da monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno e delegato della Conferenza episcopale toscana per i Beni culturali, e convocato da don Mario Lusek, direttore dello stesso Ufficio ospitante, nelle cui competenze rientrano anche i pellegrinaggi. Scopo dell’incontro era quello di confrontare il lavoro svolto a livello ecclesiale con gli impegni portati a termine sul versante istituzionale. Erano rappresentati perciò anche governo, regioni, province e comuni nelle persone di alcuni delegati.

A conclusione di quell’incontro fu apprezzato molto il fatto che insieme, istituzioni ecclesiali e civili, potevano definire un quadro più chiaro dello stato dell’arte della Via Francigena in modo da poter procedere nei rispettivi ruoli con maggior consapevolezza del da farsi. Il dottor Giuseppe Villa, del Ministero Beni Culturali, si è così preso l’onere di verificare la disponibilità del Ministro a rinnovare l’impegno di rendere più operativa la Consulta per la Via Francigena nata nel 2007 per far incontrare le varie agenzie operanti nel settore del pellegrinaggio lungo la Francigena stessa. Monsignor Simone Giusti si è impegnato a far sì che gli ospitali lungo la Via Francigena e le chiese di interesse storico-artistico possano avere a disposizione delle risorse dedicate per poterne effettuare il restauro architettonico.

L’impressione che abbiamo avuto tutti noi impegnati nel servizio dei pellegrini lungo la Via Francigena è stata quella di lavorare a un cantiere molto grande ed annoso, un po’ come accadeva nel Medioevo nei cantieri delle cattedrali; tuttavia la bellezza del progetto giustifica la nostra presenza ed il nostro lavoro.

Il prossimo 21 marzo si riunirà a Siena l’associazione «Ad limina Petri» per distribuire ai membri dei compiti operativi in vista della stagione estiva del pellegrinaggio.

Don Domenico Poeta