Eventi: Via Francigena
Sicurezza, il ruolo del Club Alpino
di Marco Lapi
Mettere in sicurezza il percorso: questa indiscutibilmente, assieme alla garanzia dell’accoglienza, la priorità per rendere la Via Francigena nuovamente percorribile in tutta tranquillità dai pellegrini del terzo millennio. Non a caso, lo abbiamo già accennato nel nostro servizio introduttivo pubblicato sul numero 1 del 9 gennaio scorso, sarà proprio questo il tema del primo forum tra «addetti ai lavori», previsto ad Aulla per sabato 12 marzo. Avremo modo di riparlarne prossimamente per presentare programma e partecipanti: per il momento, ci accontentiamo di chiarire, per quanto possibile, cosa voglia dire «percorso in sicurezza» almeno per quanto riguarda la nostra regione.
La Via Francigena, chiaramente, non è più quella che percorse Sigerico nel 990 o gli altri pellegrini del Medioevo. Quell’itinerario, infatti, è oggi percorso da strade più o meno importanti che, soprattutto nelle zone più antropizzate, sembrano non lasciare proprio alternative al calpestare l’asfalto. Cosa decisamente tutt’altro che piacevole ma, soprattutto, potenzialmente pericolosa, per la mancanza di percorsi pedonali a lato oppure, se non nelle zone urbane, di tratti con marciapiede. E se il numero dei pellegrini dovesse com’è auspicabile aumentare, comprendendo anche gruppi di una certa consistenza, certi tratti, anche tra quelli dell’itinerario adottato ufficialmente a livello ministeriale, sarebbero decisamente da sconsigliare.
Nuove alternative all’asfalto potranno forse essere individuate anche nel successivo tratto che interessa la Valdelsa fiorentina, mentre in provincia di Siena come abbiamo già spiegato nel numero 5 del 6 febbraio le varianti individuate dalla Provincia hanno già almeno in parte ovviato al problema, qui rappresentato soprattutto dal traffico lungo la Cassia. Rispetto al resto della Toscana attraversata dalla Francigena, il Senese ha infatti indiscutibilmente il vantaggio di presentare caratteristiche ambientali e territoriali, nonché di paesaggio, indiscutibilmente molto più idonee alla realizzazione di un percorso ottimale.
Tra le associazioni che in qualche modo si occupano di Francigena in Toscana, un ruolo fondamentale in ordine alla sicurezza del percorso può essere senz’altro giocato proprio dal Club Alpino Italiano, attraverso il suo Gruppo regianale e le varie sezioni presenti sul territorio. Riccardo Focardi (nella foto in alto), già presidente dello stesso Gruppo e attualmente suo referente per la Via Francigena, ci ha ricordato il lavoro svolto fin dalla costituzione, a fine 2009, dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene, di cui il Cai regionale è uno dei soci fondatori. Annunciata la propria disponibilità ad occuparsi dei percorsi ma non dell’ospitalità settore al di fuori delle potenzialità dell’associazione, ad esclusione dei rifugi di montagna il Gruppo toscano è stato subito tirato in ballo con la convenzione firmata ad Abbadia a Isola il 10 dicembre 2009 con i sei Comuni della Valdelsa sia fiorentina che senese interessati al tracciato, da Castelfiorentino a Monteriggioni, alla presenza di Annibale Salsa, presidente nazionale del Cai, e di Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. Un documento che voleva essere anche una sorta di accordo pilota a livello nazionale, non solo nei confronti del Club Alpino ma anche di altre associazioni ugualmente competenti in materia, e che prevedeva, nel primo anno, una ricognizione preliminare del tracciato, successivi interventi per migliorarne l’agibilità attraverso la pulizia di tratti su sentiero, l’apposizione di segnaletica sul terreno (bandierina rossa-bianco-rossa con il logo del pellegrino al centro), successive verifiche annuali e disponibilità alla ricezione di eventuali segnalazioni di problemi tramite posta elettronica. Il tutto si è poi concretizzato attraverso il coinvolgimento delle sezioni di Firenze e di Siena, che hanno approntato una relazione iniziale e due conclusive sulla manutenzione effettuata e le problematiche aperte (come l’interruzione di una strada bianca in località Santa Chiara, in territorio di Castelfiorentino, a causa di un ponte in rifacimento).
Da parte di alcuni dei Comuni interessati tuttavia non c’è stata l’auspicata puntualità nella corresponsione degli importi previsti, tutt’altro che ingenti (mille euro l’anno a Comune) a titolo di rimborso spese, né, finora, sono state richieste nuove collaborazioni in altre zone.
Un’impasse che comunque si spera possa essere superata con l’impulso dato alla questione Francigena dalla nuova Giunta regionale ma anche sottolinea Forcardi dalla recentissima nomina di Mario Lupi (già responsabile della Francigena per il Consiglio regionale nella scorsa legislatura) a coordinatore dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene. Un incarico che lo stesso Lupi ha accolto con entusiasmo: «Amicizia, condivisione, amore, pace, gioia senza domandare altro. Una strada che non ha barriere, non ha confini, una strada di pace e veramente democratica, una strada europea che ogni giovane dell’Europa mediterranea dovrebbe percorrere. Il mio lavoro va in questa direzione perché ritengo ci sia quanto mai bisogno di segnali importanti da dare alle nuove generazioni, ai nostri figli.